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Le miniere bianche dell’Egitto

Le immagini delle cave di calcare a Minya, un governatorato dell'Egitto, dove oltre 15mila persone lavorano in condizioni durissime

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Nel governatorato egizio di Minya, a sud della capitale Il Cairo, ci sono 334 cave di calcare, in cui lavorano circa 15mila persone, tra cui moltissimi bambini, secondo l’Information and Decision Support Center, un’agenzia affiliata al governo egiziano. È difficile tuttavia stabilire con certezza quanti siano i lavoratori delle cave, dal momento che alcuni siti lavorano senza la licenza governativa e impiegano migliaia di persone illegalmente.  

In Egitto la disoccupazione è quasi al 13 per cento, mentre quella giovanile ha raggiunto il 26 per cento. Molti dei lavoratori delle cave sono contadini o giovani laureati che non riescono a trovare un’altra occupazione.

Il loro lavoro consiste nel trasformare la roccia calcarea in mattoni. Si tratta di un compito molto pericoloso, soprattutto perché nelle cave non vengono rispettate le norme di sicurezza sul lavoro e molti strumenti utilizzati non sono sicuri. Nelle cave di calcare si verificano numerosi incidenti, talvolta mortali, e diversi uomini hanno perso braccia, gambe o dita. Molti, inoltre, non possiedono un’assicurazione medica o sociale.

I lavoratori delle cave calcaree egiziane stanno organizzando uno sciopero per il mese di luglio, per protestare contro le condizioni durissime in cui sono costretti a lavorare e per chiedere un aumento di salario – attualmente tra i 9 e i 14 euro al giorno.