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Il rapporto tra padre e figlia in Iran

Una fotografa iraniana, stufa delle percezioni sbagliate sul suo Paese, ha deciso di raccontare in un progetto fotografico il vero rapporto tra padre e figlia in Iran

Immagine di copertina

Il progetto fotografico di Nafise Motlaq, giornalista e fotografa iraniana, è nato dalla frustrazione provata nell’ascoltare il modo in cui la gente parlava del suo Paese natale, l’Iran. Secondo lei, le persone hanno una visione poco realistica del suo Paese, e fondano il loro giudizio principalmente sugli stereotipi diffusi dai media.

Ispirata dalla sua frustrazione, Nafise – che insegna in un’università in Malesia – ha deciso di cogliere l’occasione di una visita al padre nella sua città natale per raccontare attraverso la fotografia il rapporto padre-figlia in Iran.

“C’è un radicato stereotipo sugli uomini e le donne iraniane, riscontrabile in molti dei maggiori media. Questo semplice progetto è una reazione ad esso. Racconta i veri ritratti degli iraniani” dice Nafise.

La donna, che crede che il rapporto padre-figlia in Iran non sia tanto diverso da quello in molti altri Paesi, ha trascorso circa due settimane a raccogliere foto per il suo progetto, attraversando diverse città e aree rurali, per catturare al meglio un ampio campione della popolazione. Il suo obiettivo era quello di dimostrare che “gli uomini iraniani non sono tutti uguali.” Molti di loro sono come suo padre, dice Nafise, uomini che istruiscono e supportano le loro figlie e i diritti delle donne in generale.

“Ci sono moltissime donne iraniane di successo nelle università, nel mondo del business, dell’arte, della scienza e dell’industria, e dovremmo capire che nelle loro vite ci sono padri che le supportano e le incoraggiano, e figure maschili amiche” spiega Nafise.

I padri ritratti nelle foto appartengono alle più disparate categorie professionali, dai contadini agli ingegneri, agli uomini di chiesa, per porre l’accento sulla “diversità delle famiglie, delle opinioni e delle classi sociali” nel Paese. Anche le descrizioni dei padri fornite dalle loro figlie variano molto: alcune non sanno cosa dire, altre dipingono i loro padri come figure protettive, altre ancora come persone piuttosto aperte e liberali.

“La mia cultura avrà sicuramente diverse debolezze e ci sono cose che non approvo, ma è comunque lontana dall’immagine creata dai media,” dice Nafise. “Quando vivi all’estero, lontana dall’Iran, ti stanchi di queste percezioni sbagliate, di quelle strane domande e delle visioni negative che la gente ha del tuo Paese. Giudicano tutto basandosi sulle loro false informazioni. Penso che conoscere davvero la realtà sia una cosa molto importante, anche se a volte può risultare amara,” conclude la fotografa iraniana.