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Il Messico verso l’approvazione dei matrimoni gay

In Messico i matrimoni gay sono ancora illegali. Ma, grazie a una controversa sentenza della corte suprema, decine di coppie omosessuali sono riuscite a sposarsi

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Hiram Gonzales e Severiano Chavez sono due uomini messicani che provengono dallo stato federale di Chihuahua, nel nord del Messico. Secondo le leggi nazionali e federali, Gonzales e Chavez – essendo una coppia omosessuale – non avrebbero mai potuto sposarsi.

Una sentenza del 2010 della corte suprema messicana, tuttavia, ha definito “discriminatorio” il divieto per le persone dello stesso sesso di unirsi in matrimonio, dal momento che – per definizione – quest’ultimo non ha uno scopo esclusivamente procreativo.

In questo modo, la corte suprema ha di fatto reso legale l’unione in matrimonio tra persone dello stesso sesso, senza tuttavia dover cambiare la legge. 

“Quando ho sentito che il giudice annunciava formalmente il nostro matrimonio sono scoppiato in lacrime”, ha detto Gonzales al quotidiano americano The New York Times

Nonostante le nozze gay siano tuttora illegali in Messico, decine di coppie omosessuali si sono potute sposare grazie alla decisione della corte suprema, che prevede per le coppie gay la possibilità di rivolgersi a un giudice, il quale ora ha l’obbligo di riconoscere la loro unione.

In America Latina sempre più Paesi riconoscono i matrimoni tra persone dello stesso sesso: è già legale in Argentina, Uruguay e Brasile, il Cile dovrebbe approvarlo nel 2015, l’Ecuador ha riconosciuto le unioni civili in Aprile e in Colombia le coppie omosessuali hanno quasi tutti i diritti di quelle eterosessuali.

Le sentenze della corte, pur non annullando le leggi nazionali e federali messicane, indicano che anche il Messico potrebbe presto seguire l’esempio degli altri Paesi latinoamericani.

Secondo alcuni esperti, il Messico è vicino a una svolta: “Sembra sempre più probabile che le coppie gay otterranno gli stessi diritti di quelle eterosessuali nel prossimo futuro”, dice Jason Pierceson, professore all’università di Springfield, nello stato americano dell’Illinois, ed esperto in leggi sui matrimoni gay in America Latina. “Ma non sappiamo ancora se ci sarà un’ondata di proteste e repressione per contrastare questa tendenza”.

In un Paese con una forte tradizione cattolica, la Chiesa costituisce uno dei principali ostacoli ai matrimoni gay: “Confermiamo le nostre idee, fondate su argomenti scientifici, antropologici, filosofici, sociali e religiosi, e la nostra convinzione che la famiglia – nucleo fondamentale della società – si fondi sul matrimonio di un uomo e una donna”, ha detto recentemente monsignor Eugenio Lira Rugarcía, commentando la decisione della corte suprema messicana.

Nel 2009 il distretto federale di Città del Messico – area tradizionalmente più liberale rispetto al resto del Paese – legalizzò i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Da allora, ci sono stati quasi 5.300 matrimoni e numerose persone provenienti da altre province messicane si sono recate a Città del Messico per sposarsi.

Dei 31 stati federali che ci sono in Messico, finora solo il Coahuila, vicino al confine con il Texas, ha legalizzato il matrimonio gay, mentre lo stato di Quintana Roo ha approvato le unioni civili.