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La protesta contro la fustigazione

Alcuni attivisti di Amnesty International hanno protestato sotto l'ambasciata saudita di Roma contro la condanna a mille frustate per il blogger Raif Badawi

Immagine di copertina

Il 12 giugno alcune decine di attivisti dell’organizzazione in difesa dei diritti umani Amnesty International hanno dato luogo a un sit-in sotto l’ambasciata dell’Arabia Saudita a Roma in cui, mostrando le schiene dipinti con segni rossi, simili a quelli lasciati da una frusta, hanno protestato contro la condanna a mille frustate inflitta al blogger saudita Raif Badawi.

Raif Badawi è stato condannato nel 2014 a dieci anni di carcere e mille frustate, da ricevere 50 alla volta nell’arco di venti settimane, dopo essere stato accusato di apostasia, portata avanti attraverso il suo sito web.

Dopo le prime cinquanta frustate – arrivate il 9 gennaio 2015 -, le seconde cinquanta sono state rinviate oltre dieci volte a causa di alcuni problemi di salute di Badawi, peggiorati dopo l’inizio della pena.

“Signor ambasciatore, la pena inflitta a Raif Badawi non solo è una vergogna per il suo Paese, ma è un atto di violenza contro tutta l’umanità!” ha detto al microfono durante la protesta il direttore generale di Amnesty International Gianni Rufini, rivolgendosi verso l’ambasciata saudita.