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Due nuove droghe ogni settimana

Il mercato delle droghe legali è in rapida espansione e sempre più difficile da controllare, secondo un report dell’Osservatorio europeo delle droghe

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Ogni settimana due nuove droghe legali vengono introdotte sul mercato. Nel solo 2014, l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA) ha identificato 101 nuove sostanze, mentre quest’anno ne ha individuato 41 e ne sta monitorando altre 500.

Secondo gli esperti europei, il traffico delle cosiddette “droghe legali” – composti sintetici chimici che provocano effetti simili a droghe illegali come ecstasy e metanfetamine – è in costante crescita e sempre più difficile da tenere sotto controllo. Le droghe legali vengono vendute sia in alcuni negozi che li espongono liberamente al pubblico sia sul web.

L’espansione del mercato è possibile, dicono gli esperti, proprio grazie allo sviluppo di canali online per la pubblicizzazione e vendita di tali sostanze, che stanno rapidamente sostituendo la vendita in strada. Il commercio avviene anche attraverso i social network e le app, che offrono anche un sistema di feedback attraverso il quale gli utenti possono riportare le proprie le esperienze.

Ciò, ovviamente, rende più difficile l’individuazione dei venditori delle sostanze, in quanto i server dei siti dai quali operano sono spesso collocati all’interno di complicate reti virtuali sparse per il mondo.

Secondo i dati raccolti in Europa riguardo l’uso di droghe legali tra i giovani, negli ultimi 12 mesi il consumo maggiore si è registrato in Irlanda, nonostante dal 2010 viga un divieto generale della vendita di droghe legali. Seguono la Francia, la Spagna, la Slovenia e il Regno Unito.

Il report annuale dell’EMCDDA evidenzia inoltre la maggiore potenza degli effetti prodotti dalle sostanze illecite più comunemente utilizzate, dovuto sia al miglioramento delle tecnologie di produzione sia alla crescente concorrenza delle droghe legali.

Paul Griffiths, il direttore scientifico dell’agenzia che ha pubblicato il report, mette in guardia i vari stati europei sui provvedimenti da prendere per tenere sotto controllo il fenomeno. Introdurre divieti ferrei (come quelli introdotti in Irlanda e Polonia o quello dibattuto al momento nel Regno Unito) genera un effetto positivo nel breve periodo, ma nel lungo perde ogni efficacia.

Inoltre, Griffiths mette in guardia anche sulle vendite tramite il cosiddetto deep web, quella parte di Internet sommersa e alla quale è difficile accedere, oppure tramite infrastrutture logistiche legali e diffuse, come eBay.