Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Me

Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Per amore e per lavoro

Il fotografo italiano Danilo Garcia Di Meo racconta storie di mestieri e desideri, ritraendo persone che hanno trasformato le proprie passioni in un lavoro

Immagine di copertina

Danilo Garcia Di Meo è un fotografo italiano. La sua serie fotografica Per amore e per lavoro, parte di un più ampio progetto chiamato L’ipotesi di Martha, storie felici di mestieri e desideri, racconta le storie di alcune persone che hanno deciso di mettersi in gioco per trasformare la propria passione in un lavoro.

C’è la storia di Luigi, che ha sempre amato studiare le stelle e oggi è un affermato astrofisico; c’è quella di Xerxes, cubano arrivato in Italia che oggi espone in prestigiose gallerie internazionali i suoi gioielli, creati con pietre preziose e materiali di riciclo; o quella di Enzo, che già da bambino lavorava il legno: non fa il falegname, lui è un falegname.

I protagonisti di queste storie non sono “speciali”, ma sono persone che hanno creduto nei propri sogni e che con determinazione li hanno realizzati. La maggior parte ha puntato sulla propria passione sin dall’infanzia. Alcuni invece hanno prima cercato di intraprendere altre carriere, ma sono poi tornati al loro interesse originario.

La ricerca fotografica, dice Di Meo, si è ispirata ai versi della scrittrice brasiliana Martha Medeiros: “Lentamente muore chi non capovolge il tavolo quando è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, chi rinuncia a inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati”.

Le fotografie del progetto Per amore e per lavoro hanno vinto il concorso fotografico internazionale I love my work, promosso da SNFIA Arte in collaborazione con l’Ong AMREF. L’esposizione fotografica sarà inaugurata il 17 Giugno alle ore 18, negli spazi dell’Università eCampus di Roma.