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I tagli di capelli proibiti in Iran

Le autorità iraniane hanno vietato agli uomini di tagliare i capelli secondo uno stile ritenuto "da omosessuale" o "da adoratore del diavolo"

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Le autorità iraniane hanno approvato una nuova serie di divieti che proibiscono alla popolazione maschile di tagliarsi i capelli secondo uno stile definito “da omosessuale” o “da adoratore del diavolo”.

Inoltre, è stato vietato agli uomini di spuntarsi le sopracciglia, farsi i tatuaggi o le lampade abbronzanti: tutte scelte considerate contrarie all’Islam.

Lo ha riportato the Guardian, spiegando che la decisione, rivolta soprattutto alle creste e ai capelli a spazzola, fa parte di una serie di provvedimenti che le autorità iraniane adottano ogni estate per evitare che uomini e donne optino per un look che imiti lo stile occidentale.

L’Iran aveva già preso provvedimenti simili nel 2010, quando bandì le code di cavallo e l’utilizzo del gel, consentendo però le frange tipiche degli anni Ottanta.

Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha condannato i divieti, affermando che il dovere della polizia è quello di garantire il rispetto delle legge statale, non di quella islamica. Ma gli islamici radicali non gli hanno prestato ascolto.

Mostafa Govahi, capo dell’unione iraniana dei barbieri, ha detto all’agenzia iraniana Isna che i tagli a spazzola più fantasiosi sono vietati. Nel caso in cui i parrucchieri violino il divieto, rischiano la revoca della licenza e la chiusura dei propri negozi.

In un’intervista al canale televisivo Manoto, appartenente alle forze d’opposizione iraniane, Govashi ha affermato che i barbieri operanti nel territorio dell’Iran hanno ricevuto una lista di tagli per uomini considerati “appropriati”.

Tra questi, quelli adottati dalla comunità gay risultano vietati, sebbene la lista non fornisca alcun dettaglio su quali siano le caratteristiche tipiche di un taglio di capelli “da omosessuale”.

Il leader del sindacato iraniano ha poi aggiunto: “Fino a quando ricoprirò questa carica, non permetterò la diffusione di questi modelli occidentali. Il provvedimento è in linea con le norme culturali delineate dal supremo leader iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei”.

Recentemente, un gruppo di islamici radicali, nella città di Qavzim, ha scritto alle autorità chiedendo di vietare la ceretta per le donne nei centri estetici, sottolineando che a suscitare particolare perplessità fosse la depilazione delle donne nelle loro parti intime.

Nemmeno i manichini sono rimasti immuni dai divieti, dal momento che quelli che mostrano seni o fianchi abbondanti non sono tollerati.

Nonostante le evidenti azioni repressive intraprese dalle autorità iraniane, il presidente Rouhani continua a mantenere le distanze rispetto a tali pratiche, e ha commentato: “Le forze di polizia non hanno il compito di garantire il rispetto dell’Islam. Nessun ufficiale di polizia può basare le sue azioni su un presunto comando impartito da Dio o dal profeta. Nulla di tutto ciò ha a che vedere con la polizia”.