Me

La foto che ha cambiato la vita a una bambina indiana

Il fotoreporter italiano Alex Masi ha dato vita a una raccolta fondi per sostenere gli studi di Poonam, la bambina che ha ritratto in una foto nel 2009 a Bhopal

Immagine di copertina

Il fotoreporter italiano Alex Masi si trovava in una baraccopoli nella città di Bhopal, in India, quando ha scattato una foto a una bambina.

Lo foto immortalava Poonam, sette anni, mentre giocava sotto la pioggia. Alex non lo sapeva ancora, ma quella foto avrebbe cambiato la vita di entrambi.

Nel 2009 Alex si trovava a Bhopal per documentare le malattie che i bambini della zona contraggono a causa delle contaminazioni degli scarti industriali nell’acqua potabile.

I rifiuti abbandonati sono stati prodotti dallo stabilimento della Union Carbide India Limited, società legata alla multinazionale statunitense Union Carbide, specializzata nella produzione di fitofarmaci, l’industria responsabile di uno dei peggiori disastri chimici della storia.

Nella notte del 2 dicembre del 1984, una nube tossica si levò sulla città e uccise migliaia di persone, avvelenandone decine di migliaia di altre, in quello che divenne noto come disastro di Bhopal.

Durante il suo viaggio, Alex incontrò Sachin, un ragazzo di quindici anni nato con una grave paralisi agli arti inferiori, che viveva con la famiglia in una dimora fatta di terra e sterco di vacca.

“Il 25 agosto 2009, durante una delle mie visite nella zona, la pioggia cominciò a cadere dal cielo. Una delle sorelle di Sachin, Poonam, si stava rinfrescando davanti casa: in quel momento, iniziai subito a scattare”, racconta Alex.

“Mi stavo riparando sotto un foglio di plastica e lei era proprio di fronte a me. Per un breve momento è rimasta sotto la pioggia, poi si è accorta che stavo scattando la foto ed è corsa via.”

L’immagine mostra Poonam seduta nel fango, fradicia ma estatica, con il viso rivolto verso il cielo. Nonostante il contesto in cui è stata scattata, la foto trasmette un senso di libertà e di emancipazione.

Nata con sei dita del piede sinistro, la bambina era considerata una “portatrice di sfortuna”, anche perché poco dopo la sua nascita, il padre aveva perso il lavoro e la famiglia aveva dovuto affrontare anni difficili.

Nel 2011, la foto di Poonam si è aggiudicata il premio Photographers Giving Back Award, e Alex ha ricevuto da un’associazione svedese una donazione di 5mila dollari che ha utilizzato per trasformare la vita di Poonam e della sua famiglia.

“Con il “nostro” intervento, ora hanno una nuova casa di mattoni, un bagno, un carretto che il padre Suresh usa per vendere verdura – guadagnando molto più che con lavori saltuari nel settore edile. Possiedono inoltre una macchina per cucire e fornelli a gas, entrambi pensati al fine di risparmiare e guadagnare di più usando le proprie idee e capacità.”, racconta il fotoreporter.

—Guarda le foto: Il sogno di Poonam a Bhopal

Per tre anni, Poonam e sua sorella Jyoti hanno potuto studiare nella scuola locale. Adesso, le ragazze hanno 13 e 14 anni e Alex vorrebbe iscriverle in un collegio a tempo pieno per i prossimi otto anni, fino al completamento delle superiori.

Per questo ha creato un fondo, destinato a finanziare i loro studi e il viaggio che compie ogni anno per seguire i progressi delle ragazze e della loro famiglia.

Il progetto si chiama “A better tomorrow: Poonam’s tale of hope in Bhopal“. In futuro, Alex punta a creare una Ong per consentire ad altri bambini di Bhopal di studiare.

A Poonam e Jyoti piace andare a scuola e da grandi vorrebbero diventare insegnanti.

“In India, le donne istruite sono rispettate, riescono a occupare posti di lavoro migliori e hanno più capacità di difendersi da eventuali abusi e ingiustizie”, spiega Alex.

“Con le tante tragedie causate dalla disuguaglianza tra i sessi che accadono in India tutti i giorni, fornire un’istruzione alle giovani ragazze è uno dei modi più efficaci e incisivi per cambiare la società dal basso”.

Per informazioni sulla raccolta fondi clicca qui.

Per saperne di più su Poonam clicca qui.

Campagna regione lazio