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La quiete dopo il terremoto

Il sisma in Nepal ha finora causato oltre 6mila morti. Gli abitanti di una valle ai piedi dell'Everest, nell'est del Paese, provano a tornare alla normalità

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David Morton, fotografo americano e guida alpina, si trovava nel villaggio rurale di Thame, nell’est del Nepal, quando un terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito il Paese lo scorso sabato 25 aprile. Era a pranzo con una famiglia residente a Thame quando la terra ha cominciato a tremare. Nei giorni seguenti al terremoto, il fotografo ha documentato la vita a Thame e negli altri villaggi della valle di Khumbu, ai piedi dell’Everest, che è stata colpita fortemente dal sisma.

Le famiglie che abitano questa regione sono in grande difficoltà, principalmente perché l’area è solo in parte accessibile. Il terremoto ha causato finora oltre 6mila morti. I feriti sono circa 14mila. Migliaia di villaggi sono stati distrutti dalle scosse e il 90 per cento delle scuole e delle strutture sanitarie in alcune regioni del Paese è completamente inagibile. Per questo, gli abitanti del villaggio di Thame e più in generale quelli della valle di Khumbu hanno dovuto trovare soluzioni alternative e rapide. Il fotografo David Morton è rimasto colpito dalla loro capacità di adattamento.

Ram Sharan Mahat, il ministro delle Finanze nepalese, ha riferito che saranno necessari almeno 2 miliardi di dollari per ricostruire le abitazioni, gli ospedali, gli uffici del governo e i monumenti storici. Il ministro ha chiesto aiuto alla comunità internazionale. Tra gli edifici distrutti a Kathmandu c’è anche la torre di Dharahara, una pietra miliare della città costruita dai governatori del Nepal come torre dell’orologio nel diciannovesimo secolo, riconosciuta patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco.

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