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L’ultima spiaggia selvaggia d’Europa

Da più di trent'anni, ogni estate, la spiaggia di Piémanson, nella riserva naturale di Camargue nel sud della Francia, diventa un vero e proprio villaggio

Immagine di copertina

Ogni anno, il primo maggio le autorità francesi aprono i cancelli della spiaggia di Piémanson ai villeggianti. La spiaggia, che si estende per 25 chilometri, si trova a sud della città Arles, in Francia, nel cuore del Parco naturale regionale della Camargue, un’area unica di vaste pianure selvagge.

La storia di questa spiaggia risale agli anni Settanta, quando i primi villeggianti, pescatori e campeggiatori cominciarono a occupare il litorale senza alcun diritto o permesso, parcheggiando i loro camper o costruendo piccole abitazioni in riva al mare. Da allora, ogni estate, la spiaggia accoglie un vero e proprio fenomeno migratorio da tutta l’Europa. Non si tratta di hippie, ma di famiglie che fanno di Piémanson il loro villaggio vacanze fino al mese di settembre. 

Piémanson é l’ultima spiaggia selvaggia d’Europa. Il fotografo Vasantha Yogananthan, di base a Parigi, si é recato al sud della Francia per immortalarla la prima volta nel 2009, e ha voluto capirne il peculiare contesto per viverla con gli abitanti stessi del villaggio, che é arrivato a ospitare fino a 8mila persone nel mese di agosto.

Teoricamente, i camper avrebbero il permesso di soggiornare solo una notte, ma alle famiglie, che altrimenti non potrebbero permettersi di fare una vacanza altrove, non importa più di tanto. Alla ricerca di un luogo ancora incontaminato, i turisti non danno tregua al loro pellegrinaggio estivo. 

Per il momento le autorità tollerano la consuetudine di questo resort alternativo, ma la libertà della spiaggia non é una garanzia e, al termine di ogni estate, i villeggianti non sanno mai se avranno occasione di ritornarvi l’anno seguente, visto che l’accesso potrebbe essere interdetto da un momento all’altro.

Le foto di Yogananthan sono raccolte in un libro dal titolo Piémanson. Il fotografo ha impiegato cinque anni per portare a termine il progetto, come racconta in un’intervista sul Telegraph.