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Ventidue ore sotto le macerie

Un bambino di quattro mesi è sopravvissuto al terremoto in Nepal dopo essere rimasto intrappolato sotto alle macerie per ventidue ore

Immagine di copertina

Un neonato è stato tratto in salvo dopo essere rimasto intrappolato per ventidue ore sotto alle macerie di un edificio crollato nel terremoto che ha colpito il Nepal lo scorso sabato 25 aprile. 

Le immagini pubblicate dal quotidiano locale Kathmandu Today mostrano il bambino ricoperto di detriti e polvere mentre viene estratto dalle macerie e portato in salvo dalle forze di sicurezza nepalesi. 

Il bambino avrebbe quattro mesi e si chiamerebbe Sonit Awal. I soccorsi per trarre in salvo il neonato erano stati chiamati subito dopo che il terremoto di sabato aveva fatto crollare la casa dove viveva con la sua famiglia, nella città di Bahktapur.

I soccorritori hanno provato fino alla mezzanotte di sabato a tirarlo fuori dalle macerie, senza però riuscirci, ha scritto il giornale locale.

Ma il padre del bambino ha riferito di averlo sentito continuare a piangere e per questo, convinto fosse ancora vivo, i soccorritori sono tornati presso la casa del bambino domenica mattina, e alle dieci sono riusciti finalmente a salvarlo. 

Il bambino è stato successivamente portato all’ospedale di Bahkatapur e non ha riportato ferite gravi. Le condizioni del resto della famiglia del bambino non sono ancora note. 

Il bilancio delle vittime accertate del terremoto in Nepal è salito fino a 5.220 persone. Il primo ministro nepalese, Sushail Koirala, ha avvertito che potrebbe arrivare fino a 10mila.

L’Unicef ha dichiarato che circa 1.7 milioni di bambini sarebbero stati gravemente colpiti dal terremoto e che hanno urgente bisogno di aiuto.

Nella giornata di mercoledì 29 aprile, circa 200 persone hanno protestato di fronte al parlamento nella capitale Kathamandu, chiedendo altri autobus per raggiungere le loro abitazioni nelle zone più isolate del Paese. 

Nel villaggio di Sangachowk, uno dei più colpiti dal terremoto, gli abitanti sono scesi in piazza e hanno bloccato le strade con alcuni pneumatici, bloccando i camion che trasportavano aiuti alimentari diretti verso Kathmandu.

Gli abitanti della capitale, intanto, stanno cercando di tornare lentamente alla normalità, e molti di loro hanno iniziato a fare ritorno a casa dopo aver passato le ultime quattro notti all’aperto.

Inoltre, alcune attività commerciali hanno riaperto i battenti per la prima volta dopo il sisma. Il governo, tuttavia, sta riscontrando difficoltà a portare gli aiuti in alcune zone montuose del Paese, dove per gli elicotteri è molto difficile trovare un luogo adatto per l’atterraggio.