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Ricordando Antonio Gramsci

Il 27 aprile 1937 moriva uno dei più importanti politici e intellettuali italiani

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Il 27 aprile 1937 moriva il filosofo, politico e giornalista italiano Antonio Gramsci.

Nato ad Ales, vicino a Cagliari, nel gennaio 1891. Si trasferì a Torino per frequentare la facoltà di Lettere e Filosofia, dove entrò presto in contatto con il movimento d’opinione socialista e si iscrisse al Partito Socialista.

Nel 1921 fu tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia, che poi diventerà il Partito Comunista Italiano (Pci). Detenuto dai fascisti nel 1926, venne condannato a vent’anni di carcere. Durante il periodo di prigionia, scrisse i suoi Quaderni dal carcere.

Morì alla clinica Quisisana nel quartiere Parioli di Roma, dove era stato ricoverato in seguito a una emorragia cerebrale nel 1937.

Gramsci ha lasciato un immenso patrimonio di idee politiche alla cultura italiana. Le sue opere sono state tradotte in Europa, negli Stati Uniti e in America Latina, ma anche nel Regno Unito e nell’Estremo Oriente.

Qui ci sono due frasi celebri di Antonio Gramsci, che abbiamo voluto ricordare:

1. “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti”. – Tratto da Indifferenti, 11 febbraio 1917.

2. “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza”. – Tratto da L’Ordine Nuovo, anno I, n. 1, 1º maggio 1919.

Qui un documentario su Antonio Gramsci tratto da La storia siamo noi