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Cosa pensi di The Post Internazionale

Un breve sondaggio per avere un vostro giudizio sul servizio che vi offriamo

Immagine di copertina

Cinque anni fa, nell’aprile del 2010, nasceva The Post Internazionale.

Per questa occasione, abbiamo fatto il punto su quanto abbiamo prodotto e cosa abbiamo raggiunto in questi anni.

Un ringraziamento particolare va a tutti voi lettori, che nel tempo ci avete seguito, sostenuto e criticato, sempre in modo costruttivo, con il fine chiaro di migliorare il nostro giornale.

Per questi primi cinque anni passati insieme, abbiamo pensato di proporre un questionario che potesse offrirvi l’opportunità di giudicare il servizio che vi abbiamo offerto, un modo per suggerirci come migliorare ulteriormente e rispondere alle vostre domande nel modo più efficace e funzionale possibile.

A noi di The Post Internazionale piace interagire con i nostri lettori e con la nostra comunità più in generale. Crediamo sia doveroso un confronto con chi impiega il proprio tempo prezioso a leggerci e a informarsi sul nostro sito

Lo abbiamo ripetuto più volte: non siamo un giornale che parla a se stesso, senza farsi comprendere o senza ascoltare i suoi lettori.

Il nostro pubblico per noi è importante sentiamo di avere un obbligo nei suoi confronti: quello di riportare i fatti, messi in ordine in modo chiaro.

Il fatto che teniamo alle critiche e alle opinioni dei lettori non vuol dire, naturalmente, che facciamo esclusivamente quello che vuole il nostro pubblico, anche perché restiamo ben saldi e ancorati a quei valori che ci hanno portati fin qui sinora.

Secondo noi pochi giornali oggi come oggi parlano con il proprio pubblico, ulteriore motivo per cui perdono sempre più lettori: sono giornali fatti da cinquantenni o sessantenni che parlano a cinquantenni e sessantenni. Parlano cioè solo a loro stessi e non comunicano con i loro lettori in modo coerente, costruttivo e corretto.

Noi crediamo che questo confronto sia fondamentale per far tornare il lettore e il giornalista – nei rispettivi ruoli che competono a entrambi – al centro del giornale, e non lasciarli in disparte in nome di quale che sia esigenza commerciale o editoriale. Crediamo assolutamente nella libertà di parola.