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Cosa è successo oggi nel mondo

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Italia: secondo la procura di Catania, il naufragio del barcone di migranti avvenuto la notte tra il 18 e il 19 aprile e nel quale sono morte almeno 800 persone sarebbe stato causato da una collisione con una nave mercantile. Altri 446 migranti che viaggiavano non lontano dalle coste calabresi sono stati soccorsi dalla guardia costiera.

Yemen: la coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha annunciato la fine dei bombardamenti nello Yemen. Le operazioni del governo saudita erano iniziate a fine marzo e secondo le autorità avrebbero raggiunto gli obiettivi prefissati.

Italia: la Guardia costiera salva 112 migranti in acque libiche.

Egitto: l’ex presidente Mohamed Morsi è stato condannato a 20 anni di carcere. Esponente dei Fratelli Musulmani, era stato deposto nel 2013 da un colpo di stato militare.

Isis: secondo quanto rivelato dal quotidiano britannico The Guardian, il leader dell’Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, sarebbe rimasto gravemente ferito in un raid della coalizione.

Sudafrica: il governo ha deciso di schierare l’esercito a Durban e Johannesburg per arginare le violenze in corso contro gli stranieri.

Grecia: il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha dichiarato che si aspetta il raggiungimento di un accordo tra la Grecia e i suoi creditori entro la prossima settimana.

Somalia: 10 persone sono morte in seguito all’esplosione di un’autobomba nei pressi di un ristorante della capitale Mogadiscio. L’attentato è stato rivendicato dal gruppo islamista Al Shabaab.

Unione europea: la commissione per la concorrenza formulerà domani alcune accuse nei confronti dell’azienda di stato russa Gazprom, sospettata di aver abusato della sua posizione nel mercato del gas.

Yemen: due raid aerei sul Paese hanno ucciso almeno 40 persone, la maggior parte delle quali civili.

Stati Uniti: sei agenti di polizia sono stati sospesi perché coinvolti nella morte di Freddie Gray, ragazzo di colore deceduto domenica scorsa in seguito alle ferite riportate durante l’arresto.

Germania: è iniziato oggi il processo al 93enne Oskar Groning, accusato di complicità nell’uccisione di 300mila ebrei nel campo di concentramento nazista di Auschwitz, oggi in Polonia.

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