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La marina italiana ha ripreso il controllo del peschereccio

Questa notte un gruppo di uomini armati libici ha preso possesso di un peschereccio italiano. Non è chiaro se è stato un atto di pirateria o un sequestro militare

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Il ministero della Difesa italiano ha reso noto che la marina militare ha ripreso il controllo del peschereccio Airone.

L’imbarcazione, con sette persone a bordo, tre di nazionalità italiana e quattro tunisini, era stato sequestrato intorno alle 3:30 di notte da uomini armati mentre si trovava a 90 chilometri di distanza dalle coste della Libia. Il peschereccio veniva dal porto siciliano di Mazara del Vallo.

Secondo quanto riportato l’emittente britannica Bbc, i libici avrebbero cercato di condurre l’imbarcazione verso la città di Misurata.

Secondo il ministero della Difesa, a sequestrare il peschereccio sarebbero stati guardiacoste del governo libico, in seguito a una disputa sulle aree di pesca. La circostanza, tuttavia, non è ancora stata chiarita, così come non è ancora stata chiarita la dinamica del recupero dell’imbarcazione.

Il presidente del Distretto della Pesca di Mazara del Vallo, Giovanni Tumbiolo, aveva manifestato questa mattina preoccupazione poiché non era ancora chiaro se si fosse trattato di un atto di pirateria o di un sequestro operato da parte di autorità militari. Anche per questa ragione si è messo in contatto con il ministro della Pesca del governo libico di Tripoli, Abdul Munam Dugman.

Lo scorso lunedì, un gruppo di guardiacoste legati probabilmente alla milizia islamista di Misurata, ha sparato a largo delle coste libiche per impossessarsi di un peschereccio dal quale un rimorchiatore italiano stava trasbordando circa un centinaio di migranti. Proprio per questa mattina il Ministero dell’Interno, per evitare il ripetersi di episodi simili, ha convocato un vertice tecnico per ridefinire le regole di ingaggio della Marina militare per le missioni di monitoraggio e soccorso ai migranti.