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Il prezzo della moda

Cento cuciture all'ora. 8 ore al giorno. 73 euro al mese. Il fotoreportage sul lavoro delle operaie tessili in Cambogia

Immagine di copertina

Nita e Champa sono due ragazze cambogiane di 22 e 39 anni. Una ha scelto di cucire le magliette di H&M, Nike e Levi’s. Guadagna 75 euro al mese per 100 cuciture all’ora e mangia con 70 centesimi di euro al giorno. L’altra invece ha lasciato l’industria tessile per fare la prostituta, guadagnando di più: fino a 36 euro a notte. Ma i clienti spesso la maltrattano e a volte si rifiutano persino di usare il preservativo. La polizia la può arrestare e violentare.

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L’industria tessile rappresenta il 90 per cento delle esportazioni della Cambogia e conta un totale di circa 500mila operai tessili. Un rapporto di Human Rights Watch ha recentemente denunciato le condizioni di lavoro all’interno delle fabbriche tessili del Paese. Gli operai lavorano fino a 15 ore al giorno, a volte l’intera notte, senza sosta, per ricominciare la mattina dopo.

Gli effetti delle sostanze chimiche contenute nei tessuti e nei prodotti per tingere i capi d’abbigliamento sono altamente nocivi. “Non posso proteggermi con la mascherina perché il caldo mi impedisce di respirare bene”, mi racconta Nita. La giornalista italiana Monica Pelliccia e quella spagnola Carla Fajardo hanno passato un mese in Cambogia per lavorare a questa inchiesta. Ecco alcune delle loro storie.

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