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Lo sfruttamento degli elefanti domestici in Thailandia

Gli elefanti in Thailandia vengono usati per i lavori pesanti e per intrattenere i turisti. Le foto di un centro di addestramento

Immagine di copertina

L’elefante è il simbolo della Thailandia, animale sacro a Buddha, sotto le cui sembianze si dice che il Dio scese sulla terra. Secondo un rapporto di Traffic, l’organizzazione che monitora il commercio di piante e animali selvatici, in Thailandia si contano tra i 2mila e i 3mila elefanti selvatici. Nel Paese vive anche una popolazione di circa 4mila elefanti domestici.

La maggior parte degli elefanti domestici viene utilizzata per lavori pesanti o per intrattenere i turisti, cui vengono proposti percorsi escursionistici sul dorso degli animali o spettacoli che li vedono protagonisti. Le immagini qui sopra mostrano uno dei centri di addestramento in Thailandia, che ogni giorno ospita centinaia di turisti provenienti da tutto il mondo.

Gli elefanti sono legati a una catena e ripetono un movimento continuo e ripetitivo, causato probabilmente dall’eccessivo lavoro cui vengono sottoposti ma anche dall’impossibilità di muoversi in libertà. Diversi elefanti hanno inoltre ferite sulla testa, provocate dai picchetti in dotazione agli addestratori, i quali colpiscono con colpi decisi e violenti la testa degli animali fino a provocare buchi ben visibili e dolori atroci.