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Guarire il mal d’Africa

Un reportage fotografico tra gli ospedali di Togo e Benin

Immagine di copertina

È una guerra, ma non si può vincere: conta solo sopravvivere. Si combatte ogni giorno negli ospedali del Fatebenefratelli di Afagnan e Tanguiéta, in Togo e nel Benin, in Africa occidentale.

Le strutture sanitarie sono state costruite sul finire degli anni Sessanta e oggi sono avamposti della salute che sfidano malattie e infermità, ma anche profonde resistenze culturali.

Il fotoreporter italiano Matteo Biatta ha trascorso quasi un mese nei due ospedali nel 2014, per documentare il lavoro dei medici, la degenza dei pazienti e la presenza delle famiglie accanto ai malati.

Il risultato è il foto-racconto di un mondo di frontiera: ogni immagine è un’impronta di vita afferrata e difesa con forza tra le insidie della fame, della malattia, della miseria.

L’ospedale di Afagnan ospita 270 posti letto e ha reparti di chirurgia generale, traumatologia, medicina generale, pediatria e ginecologia.

Quello di Tanguiéta dispone di 280 posti letto, è stato riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come modello per la formazione di équipe sanitarie nell’area e dal 2005 è ospedale universitario convenzionato con l’Università di Parakou.

L’ospedale di Tanguiéta serve una popolazione di centomila abitanti: sono migliaia i ricoveri, gli interventi e le prestazioni ambulatoriali realizzati ogni anno, e periodiche le campagne di vaccinazione contro tetano, poliomielite, morbillo e meningite.

L’ospedale è dotato di una rete di tredici dispensari di primo intervento e di un centro sanitario a Porga, una città nel nordovest del Benin.

Le immagini documentano le condizioni igieniche precarie in cui medici locali e volontari europei sono costretti a operare, e la persistenza di malattie debellate in Occidente da decenni, ma anche la serena sopportazione del dolore di molti pazienti.

Andrea Faini