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Cala la libertà di stampa nel mondo

L'ultimo rapporto dell'organizzazione Reporters sans frontieres registra un brusco regresso a livello globale

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Secondo l’ultimo rapporto dell’organizzazione non governativa Reporters sans frontieres, nel 2014 la libertà di stampa nel mondo ha subìto un netto regresso.

A causarla sarebbero stati, tra gli altri fattori, l’avanzare di gruppi estremisti come l’Isis e Boko Haram.

Anche in Italia la libertà di stampa ha registrato un crollo, facendo scendere il Paese dal 49esimo posto del 2013 al 73esimo posto nel 2014.

Cose da sapere sul rapporto:

1) I Paesi nel mondo presi in considerazione sono stati 180. In due terzi di questi, la libertà di stampa ha registrato un calo.

2) Il Paese con la maggiore libertà di stampa è la Finlandia, seguita da Norvegia, Danimarca, Olanda e Svezia.

3) I cinque Paesi in cui c’è meno libertà di stampa sono la Cina (al quintultimo posto), la Siria, il Turkmenistan, la Corea del Nord e all’ultimo posto l’Eritrea.

4) L’Italia è passata dal 49esimo posto della classifica della libertà di stampa al 73esimo, perdendo 24 posizioni in un solo anno.

— Impiccati i cani del giornalista italiano Pino Maniaci

Questo risultato è dovuto ai numerosi attacchi subiti dai giornalisti, contro i quali nel 2014 si sono registrate 43 aggressioni fisiche e 7 attacchi incendiari. In crescita anche le accuse ingiustificate di diffamazione, che nel 2014 sono state 129.

— Il telegiornale italiano contro Cosa Nostra

5) Il Paese dell’Unione europea con meno libertà di stampa è la Bulgaria, 106esima nella classifica globale.

Nel dicembre 2014, Reporters sans frontieres aveva pubblicato un rapporto sugli abusi subiti dai giornalisti, dichiarando che erano stati 66 i reporter uccisi nel mondo nel corso dell’ultimo anno.