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Il massacro di Boko Haram in Nigeria

Il gruppo estremista islamico ha condotto diversi attacchi nel nordest del Paese: si temono duemila vittime

Immagine di copertina

Il gruppo estremista islamico Boko Haram ha condotto nelle ultime 72 ore diversi attacchi nel nordest della Nigeria.

Solamente lo scorso fine settimana ci sono stati due attentati. Il primo, quello di sabato 10 gennaio, è avvenuto a Maiduguri, la capitale dello stato nigeriano del Borno, e ha causato almeno 19 morti.

Il giorno successivo, domenica 11 gennaio, nel giorno della grande marcia repubblicana di Parigi in difesa della libertà d’espressione, il gruppo estremista Boko Haram ha lanciato un altro attacco a Potiskum, nello stato nigeriano dello Yobe, causando almeno 4 morti.

Tra le vittime dei due attentati di Maiduguri e Potiskum ci sarebbero state anche tre bambine di circa 10 anni usate come kamikaze, imbottite di materiale esplosivo e costrette a commettere gli attentati.

Questi fatti sono stati tuttavia smentiti da alcuni media, che ritengono che una delle tre bambine fosse in realtà di sei anni più grande.

(Nella foto qui sotto: civili volontari in difesa della popolazione dagli attacchi di Boko Haram, vengono chiamati vigilantes — abbiamo raccontato chi sono in fondo al pezzo, Reuters/Joe Penney)

Circa dieci giorni fa, il 3 gennaio 2015, il gruppo estremista Boko Haram ha assediato Baga, nello stato del Borno, anch’essa nel nordest della Nigeria, e ha raso al suolo 16 villaggi vicino al lago Ciad, prendendo il controllo di una base militare dell’esercito regolare nigeriano.

Le forze militari nigeriane hanno risposto con raid aerei per riconquistare la città di Baga. Per diversi giorni, a cominciare dal 3 gennaio, i miliziani di Boko Haram hanno ucciso indiscriminatamente chiunque si sono trovati davanti, in quello che Amnesty International ha definito “il massacro più grave nella storia di Boko Haram”.

È molto complesso riuscire a ottenere stime ufficiali sul numero di persone uccise nel nordest della Nigeria in questi giorni. Secondo il Guardian, i morti complessivi sarebbero almeno duemila. La Bbc conferma. Altri parlano di alcune centinaia di persone.

Il 12 gennaio 2015 Ignatius Kaigama, arcivescovo della diocesi di Jos, la capitale dello stato nigeriano di Plateau, ha accusato l’occidente di aver ignorato la strage perpetrata da Boko Haram a Baga, nel nordest del Paese.

Per le strade di Baga i corpi non si contano nemmeno più, scrive la corrispondente del Guardian da Lagos. Testimoni raccontano di aver percorso chilometri circondati solo da cadaveri. Un video su France 24 di una giornalista francese dell’Afp in Nigeria descrive la situazione.

“Sono fuggito con la mia famiglia in macchina dopo aver visto come Boko Haram stava uccidendo le persone… Ho visto corpi nelle strade. Donne e bambini, alcuni piangevano e chiedevano aiuto,” ha raccontato Mohamed Bukar, che viveva a Baga, alla Reuters. Lui è stato fortunato a raggiungere la città di Maiduguri.

Perché Boko Haram sta attaccando proprio il nordest della Nigeria

Questa serie di attacchi, avvenuti a distanza di pochi giorni nel nordest della Nigeria, rappresenta il tentativo da parte di Boko Haram di instaurare uno stato islamico in quell’area del Paese sotto il dominio della sharia, la legge islamica.

Il nordest della Nigeria, tra le regioni più povere e a maggioranza musulmana, è geograficamente composto da sei stati: Adamawa, Bauchi, Borno, Gombe, Taraba e Yobe, due dei quali sono stati attaccati da Boko Haram negli scorsi giorni (vedi la mappa qui sotto).

Gli attacchi di Boko Haram in Nigeria dal 2009 si sono concentrati prevalentemente nel nordest del Paese

 

 

Una mappa mostra la concentrazione della ricchezza in Nigeria: a sud le condizioni economiche sono migliori rispetto al resto del Paese. Nel nordest – come per esempio negli stati di Yobe, Gombe e Taraba – sono invece particolarmente sfavorevoli.

Dove viene applicata la sharia – la legge islamica – in Nigeria In Nigeria ci sono 36 stati: 9 hanno applicato le leggi della sharia. Altri 3 stati hanno scelto di applicarla sono nelle zone a maggioranza musulmana. Tutti e 12 gli stati sono situati nel nord della Nigeria.

Da sapere

Le basi: la Nigeria è una Repubblica Federale dell’Africa Occidentale. Si trova a sud del Niger, a est del Benin, a ovest del Camerun e a sud ovest del Ciad. Si affaccia sul Golfo di Guinea.

Musulmani e cristiani: La Nigeria è il Paese più popoloso dell’intero continente africano: conta più di 177 milioni di abitanti. La maggioranza della popolazione (50 per cento) è di fede musulmana, ma c’è una significativa parte composta da cristiani (40 per cento).

Dati: La Nigeria è composta da più di 250 gruppi etnici, tra cui quello a maggioranza islamica degli Hausa-Fulani, gli Yarouba e gli Igbo. L’età media è di poco più di 18 anni. Speranza di vita: 52 anni. Il 3,1 per cento della popolazione ha l’AIDS.

Centro dell’energia: secondo gli ultimi dati statistici pubblicati ad aprile del 2014, la Nigeria è l’economia più grande dell’Africa e il principale produttore di energia del continente. Il Pil pro-capite nel 2013 era pari a 2.800 dollari (circa 2.300 euro).

Grado di libertà: l’ultimo rapporto di Freedom House ha definito il Paese come “parzialmente libero”. Nel 2013, la rete telefonica nazionale fu sospesa in tre stati del nord del Paese per 7 mesi, da maggio a dicembre, come strategia di emergenza in risposta agli attentati ad opera del gruppo estremista Boko Haram.

Prossime elezioni: il 14 febbraio prossimo ci saranno le elezioni presidenziali, che vedranno l’ex generale 71enne Muhammadu Buhari, già presidente dal 1983 al 1985, sfidare il presidente uscente Goodluck Ebele Jonathan, 57 anni, del Partito Democratico Popolare. I due si erano già sfidati alle presidenziali del 2011: Goodluck Jonathan ottenne il 59 per cento dei consensi  (Dati: Cia Factbook, 2013).

Quando sono iniziati gli attacchi di Boko Haram in Nigeria?

Con l’inizio del 2015, siamo entrati nel sesto anno da quando l’organizzazione terroristica Boko Haram sta conducendo una rivolta per stabilire uno stato islamico nel nordest della Nigeria.

L’anno scorso sono morte più di 10mila persone a causa della violenza di Boko Haram, secondo una stima del Council on Foreign Relations.

Ma l’incapacità dell’esercito nel reprimere il gruppo estremista ha portato al suo rafforzamento nell’area. Nel fine settimana le forze di sicurezza nigeriane hanno anche inoltrato una richiesta d’aiuto verso la comunità internazionale.

Cos’è Boko Haram?

Boko Haram è un gruppo estremista islamico di stampo jihadista il cui nome stesso sta a significare che “l’educazione occidentale è proibita”. Il leader ufficiale è Abubakar Shekau. È attivo dal 2002, principalmente in Nigeria ma anche nei Paesi confinanti: Chad, Camerun e Niger.

Boko Haram figura nella lista dei gruppi terroristici stilata dagli Stati Uniti dal 2013. Ad aprile dello scorso anno ha fatto molto parlare di sé per il rapimento di oltre 270 ragazze a Chibok, nello stato nigeriano di Borno, sempre a nordest del Paese. Avevamo continuato a seguire la vicenda anche qui.

Che ruolo ha il governo?

Il presidente Goodluck Jonathan, in carica dal 2010, ha promesso numerose volte che avrebbe sconfitto la minaccia di Boko Haram. Eppure, ad oggi, non ci è riuscito.

I miliziani sono meglio equipaggiati rispetto all’esercito nigeriano. A poco più di un mese dalle elezioni, previste per il 14 febbraio, questa è forse la sfida principale per il presidente Goodluck Jonathan, in cerca di una rielezione.

I dati della commissione elettorale per le elezioni del prossimo febbraio hanno tuttavia mostrato che nessuna tessera elettorale è stata ancora consegnata nello stato del Borno, quello maggiormente colpito dalla violenza di Boko Haram, scrive Reuters.

Si stima che più di un milione di persone sfollate a causa della violenza non potrà votare in tutto il Paese, a meno che il governo non trovi un modo per aggirare la legge elettorale che prevede che ciascun individuo voti nella propria circoscrizione di residenza.

Chi sono i vigilantes?

Visto che l’esercito regolare nigeriano non è in grado affrontare la minaccia di Boko Haram in modo autonomo, gruppi di cittadini volontari lavorano come vigilantes, che hanno anche un loro sito web.

Armati di machete, coltelli, mazze – letteralmente: qualsiasi cosa riescano a trovare – i vigilantes aiutano a mantenere l’ordine e dare la caccia a Boko Haram (ne avevamo scritto qui). Rischiano e spesso perdono la vita per proteggere le loro famiglie.

Yanaye Grema è un pescatore nigeriano di 38 anni di Baga. Per tre giorni si è nascosto tra un muro e la casa dei suoi vicini, mentre assisteva inerme al massacro perpetuato dagli estremisti islamici di Boko Haram. Gli hanno svaligiato la casa.

Yanaye si è unito ai vigilantes per difendere la sua città. Ma le armi dei volontari civili di Baga per scacciare il nemico non hanno nulla a che vedere con quelle degli estremisti islamici.

“Per più di cinque chilometri, continuavo a inciampare su corpi morti fino a quando non ho raggiunto il villaggio di Malam Karanti, che era anch’esso deserto e bruciato per intero”, ha raccontato alla Afp (storia ripresa dal Guardian).