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Diario dallo spazio

L'astronauta italiana Samantha Cristoforetti è in orbita. Tutti gli aggiornamenti dalla Stazione spaziale internazionale

Immagine di copertina

Samantha Cristoforetti è un’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). È la prima donna italiana ad aver raggiunto la Stazione spaziale internazionale, in cui trascorrerà circa sei mesi.

Samantha è inoltre un ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare Italiana con il grado di Capitano. Il lancio della sua prima missione nello spazio è avvenuto a bordo della navicella Soyuz il 23 novembre 2014 alle 22.01 ora italiana dal cosmodromo russo di Baikonur, in Kazakistan.

Samantha Cristoforetti è la seconda italiana a raggiungere la Stazione spaziale internazionale in sole sei ore, anziché in due giorni, come avveniva fino a poco più di un anno fa. Prima di lei, nel maggio del 2013, Luca Parmitano aveva compiuto il viaggio fino alla stazione orbitale nella missione di lunga durata dell’Agenzia spaziale italiana.

La missione in cui è impiegata Samantha Cristoforetti costerà complessivamente 100 miliardi, stanziati da Russia, Stati Uniti, Canada, Giappone e altri Paesi europei che fanno parte dell’Agenzia Spaziale Europea.

Da quando è in orbita, Samantha aggiorna il suo diario di bordo con continuità. Riportiamo qui di seguito alcuni dei passaggi più significativi.

24 DICEMBRE 2014

Gli auguri di Natale, in italiano, da parte di Samantha Cristoforetti

29 NOVEMBRE 2014

Ieri Terry, Butch e io abbiamo avuto un giorno libero per celebrare la festività americana del Giorno del Ringraziamento.

Mi piace il pensiero di avere un giorno specificamente dedicato alla gratitudine e alle cose per le quali siamo grati: dal mio punto di vista, sono stata veramente felice di avere un giorno libero!

Ho comunque dovuto fare un po’ di lavoro, principalmente in supporto ai colleghi russi Sasha ed Elena per il lavoro in Columbus sull’assemblaggio dell’esperimento Plasma Kristall 4, ma ho potuto sfruttare la maggior parte della giornata per rendere un po’ più organizzata la mia vita nello spazio e iniziare a usare le macchine per l’esercizio fisico.

Il mio risultato più grande è stato organizzare la mia piccola cuccetta: ha più o meno le dimensioni di una vecchia cabina telefonica e contiene naturalmente il mio sacco a pelo, che in genere arrotolo e metto da parte durante il giorno.

(Nella foto qui sotto: Samantha mangia asparagi reidratati. Credit: NASA)

Anche i miei due computer laptop personali abitano nella mia cuccetta, e una ringhiera per infilare i piedi è convenientemente posizionata sul pavimento per fornire un ancoraggio mentre si lavora con i laptop.

Uno è chiamato SSC e posso utilizzarlo per consultare il programma delle attività, usare la mia posta elettronica di bordo, leggere le procedure, scaricare foto e video a terra, fare ricerche nel sistema di gestione dell’inventario e molto altro—è collegato alla rete di bordo, così posso perfino collegarmici dal mio iPad (anche quello abita nella mia cuccetta).

Il secondo computer è completamente scollegato dalla rete di bordo e può essere usato per fare il login remoto in un’immagine di sistema su un server a Houston: è il nostro modo per collegarci a Internet.

Nella mia cuccetta tengo anche gli abiti che uso correntemente, alcuni oggetti per l’igiene come il deodorante, la crema per le mani e il burro cacao, una sacca d’acqua con cannuccia che posso riempire all’erogatore dell’acqua nel modulo accanto, il mio taccuino per l’equipaggio.

Come fisso saldamente tutte queste cose? Beh, come in qualunque altro posto sulla Stazione: con il Velcro, gli elastici e le clip (con sopra del Velcro). Fortunatamente, molte persone hanno vissuto qui prima di me (l’ultima, il mio collega Shenanigan Alex!), così tutto quello che serve per una sistemazione a 5 stelle nello spazio è già a posto.

Ah, anche la mia macchina fotografica con il flash è qui. Per le foto all’interno, cerchiamo di usare la “nostra” fotocamera per quanto possibile: rende più facile tenere traccia delle foto e scaricarle. Non è soltanto per scattare foto della nostra vita e lavoro a bordo: molto spesso il controllo a terra ci chiederà di documentare fotograficamente un componente dell’equipaggiamento o un’attività.

Come ho detto, ieri ho fatto anche il mio primo allenamento, prima con il CEVIS, il nostro ergometro, e poi con l’ARED, l’Advanced Resistive Exercise Device [macchina per l’esercizio resistivo avanzato—N.d.T.]: se non la trattiamo bene, ci si romperà addosso, cosa che non vogliamo davvero. Abbiamo bisogno dell’esercizio fisico per preservare i nostri muscoli e le ossa!

(Nella foto qui sotto: Samantha si allena con l’ARED nel modulo Tranquility. Credit: NASA)

La foto è stata scattata da Butch dalla Cupola. Uno di questi giorni porterò una macchina fotografica e vi mostrerò la vista dall’altro lato. Certamente la vista migliore da un attrezzo ginnico, sul pianeta e fuori!

28 NOVEMBRE 2014

27 NOVEMBRE 2014  

26 NOVEMBRE 2014

Eccomi qui, a concludere la mia prima giornata ‘normale’ sulla Stazione Spaziale Internazionale!

In un certo senso, sembra quasi che io sia arrivata qui molto tempo fa: quando scoprite nuove cose in ogni momento e la vostra mente sta assorbendo così tante esperienze e informazioni, si ha la sensazione che il tempo si espanda.

È difficile credere che siamo arrivati solo ieri mattina, il lancio sembra già così lontano.

D’altra parte, ogni volta che urto contro qualcosa per le mie abilità di volo da principiante, oppure ogni volta che ho bisogno di fare una domanda a Butch (il che capita ogni pochi minuti), mi torna in mente che sono appena arrivata e ho ancora molto da imparare!

Butch, naturalmente, è il nostro membro veterano dell’equipaggio della parte non russa della Stazione, è quassù da settembre. E, grazie al cielo, è la personificazione della pazienza.

Ha messo in chiaro fin dall’inizio che la regola numero 1 è: non esitate a fare una domanda, anche se sapete che la state facendo per la 15a volta!

Sono grata di avere avuto il lusso di un programma di attività leggero per questo primo giorno. Per lo più, ho fatto del lavoro preparatorio per alcuni dei prossimi esperimenti.

Più avanti in questa settimana Sasha, Elena e io installeremo l’esperimento Plasma Kristall 4 (PK4) in Columbus, e per quello ho dovuto fare alcune riconfigurazioni per mettere ordine e stivare alcune cose.

In sè stesso è un compito semplice, ma molto impegnativo quando siete appena arrivati nello spazio e non avete ancora il perfetto controllo del vostro corpo, senza contare cinque grandi borse che dovete in qualche modo maneggiare mentre accedete a un determinato armadietto.

Trovare un oggetto specifico in una borsa, poi, può essere altrettanto impegnativo, se quella borsa è anche piena di altri piccoli oggetti a cui non siete interessati, ma che semplicemente si rifiutano di rimanere dentro.

Continua a leggere la nota del 26 novembre.

Un video per celebrare i 50 anni di cooperazione europea nello spazio.

 

Il primo video-messaggio di Samantha Cristoforetti, dal centro di addestramento EAC a Colonia, prima della partenza verso la Stazione spaziale internazionale

Nota originale in inglese, traduzione italiana a cura di Paolo Amoroso—AstronautiNEWS. Leggi il Diario di bordo di Samantha Cristoforetti e l’introduzione.