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Sette uiguri condannati in carcere

Il governo cinese ha condannato al carcere sette studenti uiguri accusati di appoggiare il movimento separatista dello Xinjiang

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Sette studenti uiguri accusati di appoggiare il movimento separatista della regione cinese dello Xinjiang sono stati condannati da tre a otto anni di carcere.

I ragazzi erano sotto processo perché legati all’accademico e attivista uiguro Ilham Tohti, condannato all’ergastolo per aver fomentato le tensioni etniche nello Xinjiang e aver denunciato le politiche di Pechino nei confronti della minoranza musulmana degli uiguri.

I sette giovani avevano scritto alcuni articoli sul sito gestito dal professore.

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Le tensioni nello Xinjiang negli ultimi mesi

– A novembre un attentato terroristico nella regione autonoma ha provocato 15 morti.

– Lo scorso maggio, nella capitale della regione autonoma cinese dello Xinjiang, Urumqi, una macchina si era schiantata sul mercato cittadino, provocando 39 morti.

– Un mese prima, ad aprile, un assalto alla stazione ferroviaria della stessa città aveva ucciso tre persone ferendone 79.

Per questi ultimi due attentati, l’8 dicembre scorso sono state condannate a morte 8 persone.

Ai separatisti uiguri sono anche stati attribuiti l’attentato nella provincia di Yunnan, in cui un attivista armato di coltello ha ucciso 29 persone, e quello in piazza Tinanmen dell’ottobre 2013, in cui una macchina ha preso fuoco uccidendo 5 persone.

Cos’è la regione autonoma dello Xinjiang

La regione autonoma cinese dello Xinjiang si trova nel nordovest della Cina ed è la più grande per superficie. Confina con otto stati (Mongolia, Russia, Kazakistan, Kyrgystan, Tajikistan, Afghanistan, Pakistan e India) e ospita la maggior parte degli uiguri musulmani cinesi.

Gli uiguri sono un’etnia turcofona stanziata in Cina, composta da oltre 11 milioni di persone, il 99 per cento delle quali musulmane. Parlano l’uyghur, una lingua turca, e vivono prevalentemente nello Xinjiang, anche se ultimamente circa 20mila sono emigrati nella città costiera di Canton, nel sud della Cina.

Gli uiguri si considerano molto più vicini alla cultura centro-asiatica che a quella cinese. La regione dello Xinjiang è sotto la giurisdizione cinese dal 18esimo secolo, salvo un breve tentativo di indipendenza nel 1949 presto fallito.

Negli anni Novanta, con la caduta dell’Unione Sovietica e la proclamazione di nuovi stati musulmani nell’Asia centrale, i movimenti separatisti hanno conosciuto nuovi fervori.

Nel 2000 si contava che il 40 per cento della popolazione fosse composta dall’etnia Han (ossia l’etnia del 92 per cento della popolazione cinese). 

Le proteste separatiste degli uiguri sono state sempre più osteggiate da Pechino, che è arrivato a rendere illegali le loro attività. Nel luglio scorso, alcuni comuni dello Xinjiang hanno vietato ai cittadini di partecipare alle celebrazioni del Ramadan. Questo non ha fatto che acuire le tensioni.

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La Cina e la lotta contro il terrorismo

Le dure sentenze di questo autunno (dall’ergastolo all’accademico e attivista uiguro Ilham Tohti fino alla pena di morte pronunciata l’8 dicembre per otto persone) fanno parte del programma di Pechino per abbattere il terrorismo.

La Cina ritiene che dietro gli attentati vi sia l’East Turkestan Islamic Movement (Etim). Il movimento è accusato di voler realizzare uno stato indipendente del Turkestan orientale.