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Universi paralleli

Una ricerca universitaria valuta per la prima volta la possibilità che molteplici universi interagiscano fra loro

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In questo pianeta e in questo universo c’è un uomo di nome Vincent.

La scienza non è in grado di escludere l’esistenza di pianeti e universi simili al nostro, quindi non possiamo dire con certezza che esista un solo Vincent.

Magari in un universo parallelo c’è un altro Vincent, che però ha un nome diverso e un altro taglio di capelli. Forse ama vestirsi di grigio invece che di nero.

Ogni mattina, tutti i Vincent si svegliano e compiono le stesse azioni. Alcuni di questi escono di casa indossando una giacca leggera, altri una più pesante. Molti incontreranno una donna, ma solo alcuni decideranno di seguirla – chi a tre passi di distanza, chi a sette.

In alcune di queste dimensioni parallele sarà impossibile che i due si incontrino, in molte altre ci sarà un contatto. Qualcuno tornerà a casa con la promessa di un appuntamento, qualcun altro con un due di picche. I finali possibili sono infiniti. Il regista newyorkese Paul Trillo ha realizzato un video, A truncated story of infinity, per spiegare come funziona.

La scienza non può dire che in questo momento ci sia un solo pianeta Terra con le stesse caratteristiche del nostro, né che vi sia un solo universo, quello di cui siamo a conoscenza.

È la teoria del multiverso, che ipotizza l’esistenza di molteplici universi. Una ricerca pubblicata il 23 ottobre dall’University of California Davis, in collaborazione con la Griffith University di Brisbane, ha approfondito l’ipotesi degli universi paralleli.

Lo studio parla di molteplici mondi e per la prima volta prende in considerazione la possibilità che le diverse dimensioni interagiscano fra loro.

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