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Lo sciacallo – Nightcrawler

La satira del sensazionalismo giornalistico, senza etica né morale

Immagine di copertina

Lo sciacalloNightcrawler è l’esordio alla regia di Dan Gilroy. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival l’11 settembre 2014, ed è distribuito nelle sale cinematografiche italiane dal 13 novembre.

Siamo in una Los Angeles notturna ed estremamente contemporanea, avvilita da crisi del lavoro, violenza urbana e morte. Lou Bloom, un anonimo ladruncolo senza alcuna formazione, cultura né vergogna, alla vista di una troupe televisiva che riprende i soccorsi di un brutale incidente stradale, fiuta la svolta esistenziale di un vero lavoro. Si procura, così, l’attrezzatura adeguata e va alla ricerca di qualche evento di cronaca dura da poter rivendere a emittenti locali.

Dispensando raro materiale audiovisivo, la cui crudezza si sposa perfettamente con la logica degli ascolti, Bloom riesce a sfruttare la sete di cronaca del pubblico, innescando un processo autoalimentato che porta alla rottura di ogni regola deontologica di un giornalista.

Jake Gyllenhaal è dimagrito 10 kg per interpretare un personaggio pelle e ossa, glaciale e che riduce ogni interazione umana ad un’ammaliante promozione di sé stesso. Nonostante la notoria bravura del celebre attore, che non teme il paragone con i pesi massimi della generazione della New Hollywood, la sua interpretazione in Nightcrawler è a tratti esagerata.

Colpevole di questo è anche la sceneggiatura, che ha il difetto di essere stata scritta al servizio di un unico personaggio carismatico e, invece di reggere abilmente le fila della trama, incoraggia l’attitudine dell’attore a strafare.

L’aspetto più interessante del film è sicuramente la dimensione metalinguistica che entra in gioco nel momento in cui il giornalista sciacallo, anziché limitarsi a fare un lavoro di pura cronaca, inizia a interferire con la realtà dei fatti da mandare in onda.

E’ qui che il gioco di sfumature fra il realismo giornalistico e la finzione cinematografica viene denudato in ogni sua parte. Dalla scelta dei temi da trattare al montaggio, ogni tassello del mestiere giornalistico viene realizzato in chiave politica, perde purezza ed è diretto ad uso e consumo di una classe di spettatori ben individuati.

Nightcrawler critica in maniera interessante il sensazionalismo giornalistico privo di etica e morale. Nonostante i molti difetti del film, si tratta di un’opera prima degna di nota e, anche se l’esibizione Gyllenhaal pecca di una fastidiosa attitudine narcisistica, sorprenderebbe una sua mancata candidatura agli Oscar.

di Alberto Rafael Colombo Pastran