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Il vignettista che sfida la Cina

Colloquio con Crazy Crab, il vignettista che non piace al Partito Comunista Cinese

Immagine di copertina

Blogger di tutto il mondo, censori e custodi del web. Stampa nazionale ed estera. Tutti lo cercano, nessuno sa chi sia.

Crazy Crab è il nome d’arte del primo vignettista che sfida il sistema di sorveglianza informatico in Cina – il Great Firewall – facendo satira politica.

China Forbidden News ha preparato un intero servizio su di lui per la New Tang Dynasty Television, con sede a New York, e almeno 100 milioni di persone in tutto il mondo hanno potuto vedere i suoi lavori.

Noi del The Post Internazionale l’abbiamo cercato, il Granchio Pazzerello, divenuto simbolo della lotta alla dittatura, alla propaganda e alla censura cinese.

Non è stato facile, dal momento che anche il sito di micro-blogging cinese, controllato dal governo, Sina Weibo (un ibrido tra Twitter e Facebook) ha bandito i suoi lavori e ogni riferimento al nome del fumetto di Crazy Crab, Hexie Farm.

Su Sina Weibo parole come Tiananmen square, democracy e leadership change sono anch’esse al bando. Ma superati imprevisti e traversie, l’abbiamo trovato, Crazy Crab. Gli abbiamo voluto dare voce attraverso una eccezionale ed esclusiva intervista.

Per ragioni di sicurezza personale, la sua identità non può esser svelata. Questa è l’unica condizione che Crazy Crab ci ha chiesto di rispettare perché, per citare le sue parole, “credo che la polizia di sicurezza mi stia dando la caccia da molto tempo”.

Di Crazy Crab non conosceremo il nome, né avremo mai modo di sapere se è un uomo o una donna, tantomeno l’età, eppure dopo aver letto l’intervista vi sembrerà di aver compreso tutto di questo artista, deciso a raccontarci con le sue vignette le contraddizioni della società cinese e la brutalità della morsa repressiva sugli oppositori e dissidenti.

Nella sua immaginaria Hexie Farm – che è appunto anche il nome del suo fumetto – riconosciamo da una parte le relazioni gerarchiche e i vizi di una comunità corrotta e anomica, dall’altra il vecchiume di un sistema che i nuovi intellettuali cinesi intendono superare, risvegliando le coscienze delle nuove generazioni.

Nella Fattoria dei Granchi vige una falsa armonia, c’è un unico partito naturalmente (il PartyParty), e tutti gli abitanti sono affiliati al Partito. Crazy Crab lo immaginiamo così: solitario sulla riva della Fattoria dei Granchi e sfumato come uno dei personaggi da sfondo del suo fumetto.

D: Hexie Farm è il primo e più famoso esempio di satira politica nella storia della Cina contemporanea. La sua popolarità si è diffusa oltre la Grande Muraglia e ha raggiunto l’Europa e gli Stati Uniti.

Cosa significa fare satira politica in Cina oggigiorno?

R: È difficile definire cosa sia la satira politica oggigiorno in Cina. La satira politica è una rarità nel Paese e la critica pubblica sulla politica cinese è pericolosa. Per questo, la gente potrebbe perdere il lavoro, potrebbe venire arrestata e rinchiusa in strutture di detenzione per chissà quanto tempo.

A causa della censura, sembra che la maggior parte dei vignettisti cinesi abbia perso il coraggio di “criticare”. Ogni giorno, tante divertenti notizie tragi-comiche sbucano fuori da un angolo del Great Firewall. Che spreco sarebbe se rimanessimo in silenzio davanti a tutto questo.

Nonostante nessun media nel mio Paese osi pubblicare i miei fumetti e le autorità stiano cercando di localizzarli per eliminarli, paradossalmente i miei lavori stanno ottenendo molta più popolarità.

Le vignette di Hexie Farm raccontano la quotidianità degli animali in una fattoria in cui governa “l’armonia” e un partito unico, il Party-Party.

Tutti i protagonisti del fumetto sono membri del partito e promettono “equità, giustizia, stato di diritto, uguaglianza” mentre episodi di violenza turbano l’ordine.

Al vertice della gerachia c’è un maiale, il boss della fattoria, mentre in basso c’è il popolo, vago e indistinto. Quale è la relazione tra il vertice e la base in questa sua metafora della società?

Per rispondere a questa domanda faccio un esempio pratico. La vignetta che trovate sotto, pubblicata sul mio sito, l’ho disegnata l’anno scorso quando l’Assemblea Nazionale del Popolo era riunita in sessione plenaria. Confrontatela con la foto originale e vi accorgerete che la disposizione a “V” dei rappresentanti di governo è identica: così appaiono nei film asiatici i mafiosi.

In realtà non è facile distinguere la mafia cinese dal Partito. E durante gli sgomberi forzati diretti dalle autorità di governo, si trovano spesso sul posto i mafiosi. Gli spaventapasseri sullo sfondo sono i rappresentanti dell’Assemblea Nazionale del Popolo, sono quelli che non sanno mai dire “no” alla politica del PCC. Il PCC usa l’intimidazione, la violenza e i soldi per tenerli in silenzio, e loro scendono a patti con un Partito di delinquenti.

Per disegnare Hexie Farm, la Fattoria dell’Armonia, si è ispirato alla novella allegorica di George Orwell “La fattoria degli animali” e a “1984”. Ma si coglie anche l’impronta del vignettista argentino Quino e di “The Far Side” di Gary Larson. Come può Hexie Farm risvegliare le coscienze sopite dal lungo sonno e cambiare il corso degli eventi?

Ogni giorno sui media cinesi vengono pubblicate un sacco di vignette satiriche ma la maggior parte di queste sono noiose e prive di significato: non criticano mai il Partito o il governo, non mettono in discussione il sistema e non fanno riflettere. Questa è la conseguenza della censura. Si può criticare un ufficiale locale se corrotto ma non si può criticare il governo quando limita i diritti delle persone.

È uno dei motivi per cui ho iniziato a disegnare Hexie Farm. Voglio mostrare al mondo intero tramite la rappresentazione grafica la dittatura del Partito e la censura. Nei miei disegni combino la realtà con la storia di fantasia per spiegare come è ridicola la logica politica del Partito.

E spero di donare al mio pubblico una nuova prospettiva dei fatti e che quando leggano i miei fumetti inizino a pensare in modo diverso. Le vignette raccontano storie sanguinarie con un umorismo “nero” e fanno ridere i lettori. Sono a volte confuso riguardo a questo effetto ma sono convinto che la risata sia la nostra forza: il Partito ha i carri armati e noi abbiamo il riso.

Puoi spiegarci come la dittatura, la propaganda e la censura influenzano la società contemporanea in Cina?

Oggi, quando si cammina per le strade di Pechino, difficilmente si pensa che in una città, ora così moderna, ci siano “prigioni nere” e luoghi di detenzione segreti.

Queste “prigioni nere” sono gestite da alcuni governi locali della città, gli ufficiali di questi governi assoldano deliquenti per scovare dissidenti o semplici persone che reclamano giustizia nei confronti delle autorità pubbliche e li mettono sotto chiave in queste “prigioni nere”, dove vengono picchiati e maltrattati.

Alcuni di loro finiscono negli ospedali psichiatrichi e trattati come fossero malati di mente. Questo è senza fondamento di legalità. Quando ci fu la grande carestia in Cina tra il 1958 e il 1961, le autorità, pur di non far circolare fuori dai confini nazionali e di non far giungere al mondo esterno la notizia dell’estrema penuria dei villaggi, hanno preferito affamare la popolazione piuttosto che favorire la migrazione.

I cinesi furono costretti, sotto stretta sorveglianza delle milizie di sicurezza, a rimanere nei villaggi e morirono in milioni.

La logica che soggiace a questi eventi violenti è la stessa di oggi: il Partito è sempre “grande, glorioso e giusto”, ma se qualcuno avanza qualche reclamo, questo deve essere subito neutralizzato.

Quaranta anni dopo la grande carestia, molte persone credono ancora che il Presidente Mao sia il grande salvatore, il suo corpo è ancora conservato in una bara di cristallo e adorato da tanta gente, che viene da tutta la Cina per visitarlo. Il Paese è oggi molto cambiato da quando Mao morì nel 1976, eppure il fantasma del Gran Timoniere sembra non volerci lasciare, il suo volto è ancora lì, lui sorride e ci guarda.

Cosa significa per la nuova generazione di internauti cinesi il Great Firewall, il più sofisticato programma di censura del web nel mondo?

Il Great Firewall è un sistema perfetto. Lavorando in simmetria con i censori, questo sistema filtra le informazioni che giungono dai siti web che non piacciono al PCC.

È un buco nero nell’informazione. Fino ad oggi, la maggior parte dei cinesi non ha idea di chi sia il Premio Nobel per la pace 2010, Liu Xiaobo, o cosa sia la “Carta 08” per il rispetto dei diritti umani in Cina.

E purtroppo molti degli internauti cinesi ignorano l’esistenza di queste informazioni e non si curano affatto né della censura né dei limiti alla libertà di espressione nel Paese.

La sua vignetta (questa qui sopra) sul Padre del Great Firewall cinese, Fang Bixing (il Presidente della Facoltà della Posta e Telecomunicazione dell’Università di Pechino), si è diffusa velocemente nella piattaforma digitale, grazie anche ai social network, e ha aperto un acceso dibattito sulla censura che ha travalicato i confini nazionali cinesi. 

Fang Bixing è ritratto seduto su una toilet con accanto un dispenser di carta igienica sul quale è scritto il numero “404”, il codice standard “404 Error: Page Not Found” del protocollo HTTP che tutti i cinesi conoscono. Chi è per lei Fang Bixing?

Fang Bixing è solo un simbolo della censura. È uno scienziato che supporta il Great Firewall in Cina e ha cambiato l’utilizzo della piattaforma digitale nel Paese per sempre.

Grazie al suo duro lavoro infatti la maggior parte degli studenti cinesi non possono usare le risorse di Google, Facebook, Twitter e Wikipedia, alcuni di loro neppure ne conoscono l’esistenza. Anche se ci sono siti web simili in Cina, come Baidu, Renren e Sina Weibo, qui non si trovano tutte le risposte che si cercano.

Ad esempio, se si prova a digitare 蟹 农场, Hexie Farm, su Baidu o qualsiasi altro motore di ricerca cinese (ad eccezione di Google e Bing) non si trova alcuna informazione. Il titolo del mio fumetto è stato infatti incluso nella lista delle “parole sensibili”. Coloro che vogliono sapere a tutti i costi cosa sta accadendo nel mondo e nel nostro Paese devono riferirsi innanzitutto a notizie scritte non in lingua cinese.

Scavalcare il Great Firewall è davvero difficile, occorre molto tempo e conoscenze tecniche per apprendere il linguaggio informatico, i software e le applicazioni, il Virtual Private Network e le impostazioni del proxy.

I cambiamenti imposti dal Great Firewall sono infatti velocissimi e si deve continuamente trovare una nuova chiave per superare i limiti del sistema. Questo spiega perchè Fang Bixing sia così insultato su Twitter dagli internauti cinesi. Spero che Fang prima o poi legga le mie vignette, sono il mio regalo personale per lui.

Il magazine online, iSun Affairs, aveva deciso di pubblicare le sue vignette ma dopo le prime due pubblicazioni è stato censurato dal PCC. Ma il internet e le nuove tecnologie digitali possono davvero favorire il processo di democratizzazione dell’informazione e promuovere il pluralismo partecipativo?

Ero così felice che le mie vignette venissero pubblicate su iSun Affairs! Penso che la rivista sia stata censurata a causa della pubblicazione di alcuni articoli sulle rivoluzione e su Chen Guangcheng.

Le nuove tecnologie e internet stanno cambiando il modo in cui noi riceviamo e diffondiamo le informazioni; il cambiamento è così repentino che difficilmente il Great Firewall riuscirà a bloccare gli utenti che utilizzano servizi come Twitter, Tumbler e Google+. Le notizie oggigiorno si diffondono tanto rapidamente che il governo non riesce a fermarne il flusso e a cancellarle tutte.

Per ragioni di sicurezza personale, non possiamo conoscere la sua identità. È come una sagoma sfumata di neri e grigi con un pennello su una sua vignetta, come uno dei personaggi indistinti che popolano la Hexie Farm.

Ma lei ci parla e sappiamo che è un artista. L’arte e l’estetica sono spesso sfruttate dal potere centrale in uno stato autoritario, ma serbano anche un prepotente potere rivoluzionario capace di sovvertire l’ordine costituito. Come può l’arte cambiare il “sistema politico” e la “vecchia società culturale”?

Il Partito Comunista Cinese ha una lunga storia di utilizzo dell’arte quale potente strumento di propaganda. Tuttavia, anche gli artisti utilizzano l’arte per protestare contro la dittatura di un partito e la censura.

Se un’opera d’arte riesce a riscuotere grande sucesso e popolarità, allora una nuova prospettiva può aiutare a cambiare il sistema gradualmente. Dove c’è arte, c’è maggior possibilità di cambiare il sistema.

Ad esempio, quando nel 2008 Ai Weiwei ha invitato 1001 persone in Germania per una performance art, nessuno pensava che la sua arte potesse creare un cambiamento. Ora, l’ufficio delle imposte di Pechino lo ha multato (15000000 RMB) per evasione fiscale, ma migliaia di persone stanno inviando i propri risparmi per conto di Ai Weiwei agli esattori.

Io stesso sono il promotore di “Dark Glasses Portrait”, la campagna di sostegno a Chen Guangcheng, l’avvocato cieco che quattro anni fa denunciò 130000 aborti forzati ed ora è agli arresti domiciliari nel suo villaggio. Ho ricevuto centinaia di foto di persone sconosciute, cinesi, europei, statunitensi, ho letto i loro messaggi, ho sentito la loro paura.

Ancora una domanda. La Jasmine Revolution che ha infiammato il Nord Africa, secondo la sua opinione, è riuscita a superare anche la Grande Muraglia e ad arrivare nel cuore più profondo della Cina?

A mio parere, la Jasmin Revolution non è riuscita a scuotere la Cina, ha lambito alcune città ma la polizia ha provveduto a reprimere prontamente le manifestazioni della gente che reclamava il diritto a “camminare” sulla strada. Un sacco di persone, tra cui anche Ai Weiwei, sono stati arrestati in quel periodo, alcuni sono scomparsi per mesi.

Sotto il rigido controllo del Partito Comunista Cinese è difficile che in Cina metta radici un movimento rivoluzionario come quello che ha ribaltato il potere in Tunisia, anche perché in proporzione alla nostra numerosa popolazione, è ancora piccola la percentuale di coloro pronti a lottare per i loro diritti. Ma il mondo sta cambiando velocemente, e così la Cina.

Crazy Crab, lei sfida la dittatura e la censura, ha paura per la sua vita? Vuole lasciare un messaggio ai lettori di The Post Internazionale?

Più sento la partecipazione di tutti, più crescono in me il coraggio e la forza. Sono orgoglioso di essere il primo vignettista cinese a fare satira politica contro la dittatura e la censura nel Paese, ma anche se continuo a disegnare i miei fumetti con cautela e la mia identità è segreta, io ho molta paura.

E più continuo a disegnare e più ho paura. Alcuni artisti hanno ricevuto avvertimenti o sono stati arrestati dalla polizia di sicurezza, le loro vite e le loro famiglie sono state minacciate. La polizia mi troverà, presto o tardi, ma non voglio rinunciare a disegnare. Hexie Farm è un pezzo di memoria della logica politica del Partito che non può venire cancellata dalle intimidazioni delle autorità.

Questa (quella qui soora) è una vignetta speciale per The Post Internazionale, non dimenticate me e non dimenticate la campagna in favore di Chen Guangcheng, ancora sotto regime di stretta sorveglianza e agli arresti domiciliari.