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Point and shoot

Il documentario di un ragazzo americano che dopo la laurea è partito per il Medio Oriente e si è ritrovato a combattere in Libia

Immagine di copertina

“Sono cresciuto guardando film d’azione. Tutte le mie esperienze erano virtuali.

Avevo una ventina d’anni ed ero viziato: mia madre e mia nonna mi facevano ancora la spesa. Dovevo fare qualcosa di drastico”.

Mattew Vandyke è un ragazzo americano di Baltimora affetto da disturbo ossessivo-compulsivo. A 26 anni, dopo essersi laureato, ha deciso di viaggiare attraverso il Medio Oriente in motocicletta, con l’intenzione di uscire dal proprio guscio e riuscire a diventare l’uomo che aveva sempre voluto essere.

Si è ritrovato in Libia durante lo scoppio della guerra civile nel 2011 e ha deciso di combattere a fianco dei ribelli che lottavano contro il regime di Gheddafi. Per questo ha passato quasi 6 mesi in due prigioni diverse del Paese.

Vandyke ha immortalato il suo viaggio con una videocamera, e dal materiale che ha ottenuto è stato un tratto un documentario intitolato “Point and Shoot”.

La pellicola ha vinto il premio come miglior documentario al Tribeca Film Festival di quest’anno.

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