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L’arte alle porte della grande guerra
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L’arte alle porte della grande guerra

La mostra "Secessione e avanguardia" è focalizzata sull'arte italiana nel periodo alle porte della prima guerra mondiale

23 Nov. 2014

Secessione e avanguardia è il titolo della mostra in corso a Roma alla Galleria nazionale di arte moderna (Gnam) che durerà fino al 15 febbraio 2015.

Il tema dell’esposizione è l’arte in Italia all’inizio del Novecento, negli anni che precedettero la prima guerra mondiale. Un periodo breve, ma caratterizzato in tutto il mondo da un forte fermento culturale, politico e sociale.

La mostra, che si focalizza su un periodo che inizia intorno al 1905, mette in luce il periodo in cui l’arte iniziava a scoprire le avanguardie artistiche del primo Novecento, che proseguirono il percorso di rottura nei confronti dell’arte accademica iniziato già nel secolo precedente.

In Italia, nazione che era nata da pochi decenni (nel 1861), i fermenti non mancavano: mentre nelle città cresceva l’industria, e con essa le idee politiche socialiste e operaie, mentre aumentava la volontà dei nazionalisti di completare il processo di unificazione degli Italiani in un unico stato – Trento, Trieste, l’Istria e la Dalmazia erano ancora parte dell’Impero Austro-Ungarico – anche il mondo culturale era attraversato da numerosi sommovimenti.

Un termine che in tutta Europa si stava diffondendo in quegli anni era “secessione”, intesa come una separazione dal precedente stile accademico. Dopo le importanti esperienze artistiche delle “secessioni” di Monaco, Vienna e Berlino, anche Roma ebbe la cosiddetta “Secessione Romana”.

Tra i protagonisti di queste nuove esperienze artistiche italiane vi furono anche artisti come Giacomo Balla e Umberto Boccioni, che proprio in quegli anni, nel 1909, divennero insieme allo scrittore e poeta Filippo Tommaso Marinetti tra i principali animatori di quella che è considerata la grande avanguardia italiana, il Futurismo.

La mostra tratta dunque dal punto di vista artistico un momento di forti trasformazioni di un Paese da poco unito che, insieme al resto d’Europa, stava vivendo un forte rinnovamento e che, a breve, si sarebbe trovato coinvolto nel dramma di un conflitto come la Prima Guerra Mondiale, che aveva inizio proprio cento anni fa.

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