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Aborigeni discriminati

Nell'Australia occidentale hanno una probabilità di essere incarcerati 21 volte maggiore rispetto al resto della popolazione

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Julieka Dhu, una donna aborigena di 22 anni, è stata arrestata il 2 agosto 2014 a South Hedland, nell’Australia Occidentale, a causa del mancato pagamento di multe arretrate per un totale di circa 1.000 dollari. Il 4 agosto, ancora sotto custodia della polizia, Julieka è morta.

Due vicini di cella di Julieka, Dion Ruffin e Malcolm Dick Wilson, hanno testimoniato di averla sentita più volte urlare chiedendo aiuto. Julieka è stata portata in ospedale per tre volte nell’arco di tre giorni. Nelle prime due visite mediche è stata dimessa – e quindi giudicata in salute -, ma la terza volta è stata dichiarata clinicamente morta.

L’autopsia non ha determinato la causa esatta del decesso. È tuttavia certo, secondo Marc Newhouse, portavoce della Deaths in Custody Watch Committee, che avesse due costole rotte, sangue nei polmoni e una ferita alla testa. Oggi, a distanza di oltre tre mesi dalla morte, la sua famiglia non ha ancora risposte.

Colin Barnett, il premier dell’Australia Occidentale – che è uno dei sei stati federali australiani – ha ammesso che le indagini della polizia sulla morte di Julieka “stanno durando più del previsto”, ma ha promesso che il medico legale scoprirà la verità.

Nello stato dell’Australia Occidentale, gli indigeni aborigeni subiscono spesso trattamenti discriminatori da parte della polizia. Secondo l’Australian Bureau of Statistics, l’Australia Occidentale è lo stato con la maggior percentuale di indigeni incarcerati, pari a 3.314 carcerati ogni 100mila indigeni adulti.

Gli aborigeni hanno una probabilità di essere incarcerati 21 volte maggiore rispetto al resto della popolazione. Un censimento del 2011 ha rivelato che solo il 42 per cento degli aborigeni ha un lavoro (tra le donne la percentuale cala al 38 per cento), contro il 61 per cento del resto della popolazione.

Gli aborigeni discendono dalle popolazioni autoctone dell’Australia e si stima che nel Paese esistano circa 500 diverse comunità aborigene, ciascuna con la propria lingua. Gli aborigeni rappresentano il 2,5 per cento del totale della popolazione dell’Australia Occidentale. Tra il 2008 e il 2011 sono avvenute 159 morti sotto la custodia della polizia. Di queste, 33 erano di origine aborigena.

La violenza della polizia sugli aborigeni sotto custodia cautelare non è una novità nell’Australia Occidentale. In seguito all’uccisione dell’aborigeno australiano John Peter Pat da parte delle forze di polizia nel 1983, le proteste popolari portarono quattro anni più tardi alla creazione della Royal Commission of Inquiry into Aboriginal Deaths in Custody, con l’intento di esaminare le ragioni sociali, culturali e legali dietro le morti degli aborigeni.

La commissione operò fino al 1991 e produsse numerose raccomandazioni giuridiche che tuttavia non furono mai indagate ulteriormente, e tantomeno applicate dalla legge australiana.

Oggi la famiglia di Julieka chiede che che la Royal Commission sia ricostituita per indagare sulla morte di Julieka e per porre fine alle discriminazioni e alle violenze della polizia sulla popolazione aborigena.