Me
Cosa è successo oggi nel mondo
Condividi su:

Cosa è successo oggi nel mondo

Le notizie senza giri di parole su The Post Internazionale

04 Nov. 2014

Iran: Ghonchev Ghavami, ragazza britannico-iraniana condannata a un anno di carcere per aver assistito a una partita di pallavolo maschile, ha iniziato un nuovo sciopero della fame.

Siria: secondo Human Rights Watch molti ragazzi tra i 14 e i 16 anni prigionieri dell’Isis a Kobane sono vittime di abusi e torture.

Italia: la guardia di finanza di Crotone ha sequestrato due milioni di euro alla ‘Ndrangheta.

Thailandia: condannato a due anni e mezzo di carcere per lesa maestà uno studente che aveva pubblicato un post su Facebook in cui chiamava il Re Bhumibol con uno pseudonimo.

Isis: ha ucciso quattro giornalisti a Mosul, nel nord dell’Iraq.

Cern: l’italiana Fabiola Giannotti è stata nominata a capo del laboratorio (leggi l’articolo).

Stati Uniti: oggi si vota per le elezioni di metà mandato. Si rinnova l’intera Camera dei Rappresentanti e un terzo del Senato. Qui tutto quello che c’è da sapere, senza giri di parole.

Israele: approvata legge che blocca la liberazione di alcuni detenuti palestinesi nell’ambito di operazioni di scambio di prigionieri.

Venezuela: il presidente Maduro ha aumentato il salario minimo del 15 per cento dopo che l’inflazione è salita oltre il 63 per cento.

India: le donne potranno lavorare nel cinema come truccatrici, ha decretato la corte costituzionale indiana revocando il divieto in vigore da oltre 59 anni.

Messico: arrestati il sindaco di Iguala e la moglie per la scomparsa dei 43 ragazzi.

Birmania: la leader democratica Aung San Suu Kiy ha annunciato un’imminente visita in Cina.

Pakistan: linciata e arsa dalla folla una coppia di cristiani, accusati di aver bruciato pagine del Corano, in un villaggio a sud di Lahore.

Burkina Faso: il presidente francese Francois Hollande ha ammesso che la Francia ha aiutato l’ex presidente Compaorè a lasciare il Paese.

Francia: appello del ministro degli esteri Laurent Fabius per salvare Aleppo oltre a Kobane. Lo Stato Islamico ha rilasciato 93 prigionieri curdo-siriani.

Thailandia: arrestato uno dei fondatori del sito Pirate Bay, sul quale veniva diffuso materiale protetto da copyright.

Ucraina: il presidente Poroshenko schiera truppe nell’est del Paese in risposta al voto delle repubbliche filorusse autoproclamate.

Spagna: la Corte Costituzionale ha sospeso anche la consultazione simbolica riguardo l’indipendenza della Catalogna. Ma il capo del governo catalano Arturo Mas annuncia: “Voteremo lo stesso”.

Egitto: l’Isis minaccia di colpire il Cairo e Sharm el Sheikh.

Sudafrica: la procura presentato un appello per la revisione della condanna a 5 anni per omicidio nei confronti di Oscar Pistorius.

Arabia Saudita: 4 persone sono morte in un agguato contro gli sciiti in un villaggio nell’est del Paese.

Yemen: drone statunitense uccide 10 jihadisti.

Libia: chiuso il porto di Bengasi in seguito agli scontri avvenuti nell’area tra esercito e milizie islamiste.

Iran: in occasione dei 35 anni dalla crisi degli ostaggi nell’ambasciata statunitense, la folla si è riunita in piazza per una manifestazione antiamericana.

Regno Unito: rimandati in patria 5 soldati libici che dovevano essere addestrati, accusati di aver molestato alcune donne e stuprato un uomo.

Hawaii: in seguito all’eruzione del vulcano Kilauea la lava sta raggiungendo i centri abitati.

Turchia: il palazzo presidenziale di Erdogan costerà, al termine dei lavori, 491 milioni di euro.

Germania: in Turingia i socialisti dell’Spd si alleano con la sinistra radicale della Linke per formare una coalizione.

Francia: è stato avvistato per la seconda volta un drone nei pressi di una centrale nucleare.

Regno Unito: uno studio dell’Università di Birmingham rivela che il Paese è il più colpito dai delitti che hanno origine su Facebook.

Le notizie senza giri di parole su The Post Internazionale (@thepostint).

Iscriviti alla newsletter: http://goo.gl/w2kb5E

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus