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Le notizie di oggi

Quelle che non leggerete sui vostri giornali

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Le notizie che oggi non leggerete sui vostri giornali:

 

– Turchia: permetterà ai peshemerga curdi di passare il confine per andare a combattere contro l’Isis.

– Israele: le Nazioni Unite hanno sentito rappresentanti israeliani riguardo i diritti umani dei palestinesi nella guerra a Gaza.

– Italia: l’Ue potrebbe bocciare la legge di stabilità.

– Papa Francesco: ha chiesto alla comunità internazionale di difendere i cristiani in Medio Oriente.

– Siria: i curdi di Kobane ringraziano per l’arrivo di armi ma dicono che non bastano. Altri bombardamenti della coalizione su Kobane.

– Gaza: le Nazioni Unite invitano ad accelerare il processo di spedizione del materiale per la ricostruzione.

-Iraq: il premier non vuole truppe straniere sul suolo iracheno. L’Isis lancia 15 attacchi simultanei contro i curdi iracheni. Ieri nel Paese 243 morti e 139 feriti. L’Isis avanza fino alla cittadina di Qara Tappa. L’Isis prima dei bombardamenti statunitensi guadagnava 2 milioni di dollari dalla produzione del petrolio.

– Egitto: nega di volersi unire alla lotta Usa contro l’Isis.

– Yemen: 60 morti in scontri tra i ribelli houthi e al Qaeda

– Cisgiordania: scontri in un quartiere di Gerusalemme est dopo che alcuni coloni si sono trasferiti lì.

– Stati Uniti: bloccano i fondi per le ricerche sulle influenze rischiose. Secondo l’Ap sarebbero stati spesi milioni di dollari in agevolazioni sanitarie a decine di ex nazisti che fuggiti in America promettevano di tornarsene in Europa, mantenendo però l’assistenza sanitaria.

– Russia: “il sottomarino nelle acque svedesi è olandese, non nostro”.

– Afghanistan: ok del governo per far rimanere le truppe della Repubblica Ceca

– Algeria: nega la presenza di affiliati Isis nel Paese.

– Danimarca: tenta un approccio morbido per i giovani danesi radicali che rientrano dalla Siria.

– Libia: il fratello di Gheddafi spera di partecipare ai colloqui di pace.

– Nigeria: almeno 30 morti nel nord est nonostante la tregua. Nigeria dichiara di aver debellato il virus di ebola nel Paese.

Campagna regione lazio

– Israele: secondo un sondaggio il 67% degli israeliani è contrario a tornare ai confini del 1967.

– Total: è morto in un incidente aereo presso Mosca l’amministratore delegato della compagnia petrolifera.

– Giappone: il premier Abe accetta le dimissioni della ministra della giustizia, la seconda in pochi giorni dopo quella dell’industria, gettando un’ombra sulle sue politiche a favore delle donne e mettendo a rischio l’approvazione di alcune leggi su cui si sta discutendo. 

– Corea del Sud: invio di dottori nella regione dell’Africa occidentale colpita dall’ebola.

– Corea del Nord: i contadini si lamentano che il governo non è stato in grado di mantenere la promessa di richiedere loro solo il 70 percento del raccolto e permettere di mantenere il resto e gli eventuali surplus.

– Hong Kong: la corte suprema ordina ai dimostranti di Mong Kok di andarsene. Il governo di Hong Kong sostiene che ci siano forze esterne coinvolte nelle proteste che hanno portato a occupare per tre settimane parte della capitale finanziaria del paese.

– Cina: il Pil cresce del 7,3 per cento nel terzo trimestre: oltre le aspettative, ma inferiore al 7,5 del secondo trimestre. Pechino dona 6 milioni di dollari al World Food Program per le vittime dell’ebola. Un nuovo documentario mostra le condizioni degli Uiguri nella prigione di Guantanamo arrestati dopo l’11 settembre in Pakistan e Afghanistan dove dicevano di esser fuggiti per le persecuzioni in Cina.

– Thailandia: dal colpo di stato del 22 maggio, arrestati sempre più accademici, attivisti e uomini di cultura dissidenti.

– Sri Lanka: le elezioni presidenziali si terranno a gennaio, due anni in anticipo rispetto al previsto. Il presidente Mahinda Rajapaksa cerca di ottenere il terzo mandato, con rischio deriva autoritaria.

– BBC: ha annunciato di voler potenziare la sua copertura nel sudest asiatico.

 

A cura di Barbara Schiavulli e Alessia Cerantola, ogni mattina le notizie senza giri di parole su The Post Internazionale (@thepostint)

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