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I figli della guerra siriana

Il fotografo brasiliano Gabriel Chaim è andato in Siria per documentare i segni lasciati dalla guerra civile sulla popolazione

Immagine di copertina

Il fotografo e regista brasiliano Gabriel Chaim, specializzato in conflitti umanitari, ha realizzato un reportage in cui mostra i ritratti dei civili siriani, alcuni rimasti in patria, altri rifugiati in campi profughi o fuggiti in altri Paesi in seguito alla guerra civile.

Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), i profughi siriani fuggiti dalla guerra sono 3 milioni, di cui la metà circa bambini. A questi vanno aggiunte centinaia di migliaia di persone che hanno lasciato il Paese senza essere registrate con lo stato di rifugiati.

Qui sotto alcune immagini:

Nella foto: una donna che ha subito un attacco con l’acido. Le è successo nella sua città, nel nord della Siria. Oggi vive a San Paolo del Brasile.

Nella foto: una ragazzina corre tra le macerie della città siriana di Aleppo.

Nella foto: donne e bambini in fila per ricevere del cibo nel campo profughi siriano di Bab-al-Salam.

Nella foto: due bambini di fronte alla tenda in cui vivono nel campo profughi di Bab-al-Salam.

Nella foto: una famiglia all’interno di un palazzo in rovina. La loro casa è andata distrutta nei bombardamenti.

Nella foto: una famiglia siriana che si è rifugiata in Turchia per fuggire dalla guerra.

Nella foto: una donna di nome Zaira mostra la foto di suo marito, morto durante la guerra nella città di Marea, in Siria.

Nella foto: un bambino siriano in cerca della propria famiglia nel campo profughi di Zaatari, in Giordania.

Campagna regione lazio

Nella foto: una bambina siriana nel campo profughi di Zaatari, in Giordania. Nonostante abbia vissuto la guerra, il suo viso è felice.

Nella foto: un ragazzo guarda attraverso il buco nel tetto di una moschea ad Aleppo, causato da un bombardamento dell’esercito siriano. 

Nella foto: bambini in una scuola allestita nei sotterranei di un palazzo di Aleppo. Anche con la guerra in corso, la vita deve andare avanti.

Nella foto: un giovane soldato dell’Esercito Libero Siriano, in mezzo alle macerie di Aleppo.