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Chi sono i combattenti curdi
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Chi sono i combattenti curdi

Come sono nati i Peshmerga e le Unità di difesa del popolo che si scontrano con i miliziani dello Stato Islamico

16 Ott. 2014

I peshmerga in Iraq e i miliziani delle Unità di difesa del popolo (Ypg) in Siria sono le due forze riconosciute sul campo che stanno combattendo contro l’Isis e, di fatto, a fianco della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti.

Sono i curdi iracheni e quelli siriani. Wladimir van Wilgenburg, giornalista di Al-Monitor, analista per la Jamestown Foundation ed esperto di Medio Oriente, ha pubblicato lo scorso maggio un articolo che evidenzia come le forze curde in Siria e Iraq si stiano dando da fare per dare battaglia agli jihadisti dello Stato Islamico.

La Jamestown Foundation è un istituto di ricerca di Washington specializzato nell’analisi geopolitica degli Stati Uniti e nelle sue relazioni in particolare con l’Eurasia, ovvero l’area geopolitica comprendente l’Europa e l’Asia.

— LEGGI Cos’è l’Isis, spiegato senza giri di parole

Peshmerga: sono i combattenti curdi iracheni – letteralmente coloro che affrontano la morte – attivi nel nord dell’Iraq, gli stessi che hanno combattuto nel 2003 al fianco delle truppe americane. Armati con vecchie cartucciere e vecchie armi allora erano preziosi alleati per la conoscenza del territorio, ma anche perché ben addestrati e noti per la lealtà ai loro leader politici.

Sono i soldati dello stato che non c’è, il Kurdistan. Le prime unità peshmerga sono state costituite negli anni Venti del secolo scorso, alla nascita del movimento indipendentista curdo. Oggi i peshmerga sono tra i protagonisti della battaglia contro l’Isis nel nord dell’Iraq. Secondo un recente articolo della Bbc, sono un contingente di circa 190mila persone. Altre fonti parlano di una forza con 80-240mila unità.

Nel 1991, nei mesi successivi alla guerra del Golfo, i peshmerga furono protagonisti di una rivolta contro Saddam Hussein, che portò alla costituzione della Repubblica autonoma Curda all’interno dello stato iracheno, garantita anche dalla no fly zone nel nord dell’Iraq istituita dagli Stati Uniti al termine della guerra del Golfo.

Tra il 1995 e il 1998 furono impegnati nella cosiddetta Guerra civile curda, combattuta appunto tra i peshmerga e il Partito Democratico Curdo (Kdp).

Sono per lo più veterani dei combattimenti contro le forze del governo iracheno e degli scontri tra fazioni curde. Il reggimento femminile viene presentato come uno dei punti di forza. È composto da quattro battaglioni e un comandante per ogni brigata.

Unità di difesa del popolo, Ypg: protagoniste nella difesa dai jihadisti dell’Isis di Kobane, un tempo terza città a maggioranza curda della Siria, di fatto sono l’esercito della regione siriana dell’ipotetico grande Kurdistan. Si tratta di una milizia attiva nei territori a maggioranza curda nel nord e nel nordest della Siria, una milizia che fa parte dell’amministrazione di governo nota come Comitato supremo curdo (Ksc). Non ci sono dati certi sul numero di combattenti.

Secondo un’analisi di inizio anno dell’International Crisis Group, per gli stipendi se ne vanno circa 150 dollari al mese per ogni componente di un contingente di circa 25-30mila persone. I fondi, stando agli esperti, arrivano dalle imposte raccolte nelle aree curde e grazie al sostegno del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) che conta su un’ampia rete di donatori.

Nelle unità di difesa popolare ci sono anche le donne della Ypj. La milizia è la forza di difesa nel Rojava, il territorio siriano che si estende lungo la linea di confine tra Siria e Turchia, una regione controllata dai curdi che si è formata dopo l’esplosione del conflitto nel Paese arabo a seguito dell’inizio nel 2011 delle proteste contro il regime di Bashar al-Assad.

Secondo van Wilgenburg, le unità Ypg sono di fatto il braccio armato dell’ala siriana del Partito dell’Unione Democratica (Pyd) e sono impegnate nella battaglia contro i jihadisti dell’Isis. Secondo l’analista, le brigate Ypg godono di un ampio livello di libertà e, come l’Isis, sono emerse dalle ceneri del conflitto siriano. La notorietà dell’Ypg risale all’estate del 2012 quando le forze del regime di Assad si ritirarono dalle aree a maggioranza curda di Kobane, Amuda ed Efrin.

Le forze curde irachene, i peshmerga, hanno ricevuto assistenza militare da vari Paesi (Francia, Gran Bretagna e Usa, compresi), mentre i curdi siriani hanno ricevuto ben pochi aiuti. Su di loro pesa l’accusa di essere rimasti vicini al regime di Assad, le cui forze si sono ritirate dal territorio curdo nel 2012 e di essere strettamente legate al Pkk, riconosciuto da molte nazioni come un’organizzazione terroristica. Accuse respinte dalle milizie Ypg.

La Turchia in particolare considera l’Ypg uno strumento di Damasco. L’Ypg è riuscito a espandersi fino al territorio iracheno per lo più grazie alla ritirata dei peshmerga del governo regionale curdo (Krg) dalla zona del monte Sinjar dopo l’avanzata dell’Isis a inizio agosto. La minoranza perseguitata degli yazidi, che vive in quell’aria e si trova in fuga dal conflitto, è stata protetta dalle unità Ypg.

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Desiderosi di vendicare le atrocità dell’Isis, molti yazidi si sarebbero rivolti all’Ypg per armi e addestramento e in tanti sono stati inviati a Sinjar, dove operano come unità di difesa locale sotto l’Ypg e la supervisione del Pkk. Per questa ragione, oggi, l’Ypg occupa aree in Iraq che in precedenza erano controllate dai peshmerga.

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