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Le notizie di oggi

Quelle che non leggerete sui vostri giornali

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Le notizie che oggi non leggerete sui vostri giornali:

 

Usa: il Segretario di Stato Kerry ha detto che “Kobane non è una priorità” per gli Stati Uniti.

Siria: l’Isis sempre più vicino a controllare completamente Kobane, entra con mezzi pesanti in due distretti della città. Obama: “I bombardamenti non possono fermare l’Isis se non c’è una forza ribelle siriana attendibile”. Gli Usa si concentrano sull’esercito libero siriano per combattere l’Isis.

Iraq: ieri nel Paese 202 morti e 61 feriti. Australia e Paesi Bassi hanno lanciato i loro primi bombardamenti. Per la seconda volta i militanti tirano giù un elicottero.

Turchia: 21 morti in scontri tra curdi e polizia durante le proteste. Diplomatici Usa e UK pensano a una zona cuscinetto per la Turchia, anche la Francia condivide.

– Renzi: approvato il Jobs Act al Senato. Il premier italiano incassa la fiducia.

Brasile: la candidata ambientalista Marina Silva vicina a dare l’appoggio a Aecio Neves al ballottaggio contro Dilma Rousseff.

– FMI: secondo il Fondo Monetario Internazionale l’economia cinese avrebbe superato quella americana.

– Pakistan: quarto giorno di bombardamenti Usa con drone, 28 morti.

– India/Pakistan: 18 morti in scontri al confine, in Kashmir.

– Libano: gli Hezbollah dicono che l’attacco sul confine era un messaggio per Israele.

– Israele: Stati Uniti sostengono che Israele dovrebbe avere un ruolo nella ricostruzione di Gaza. Un gruppo che si fa chiamare “lo stato islamico di Gaza” dice di aver fatto saltare il centro culturale francese a Gaza, due giorni fa.

– Yemen: nuovo premier di simette dopo l’opposizione dei ribelli. Attacco di al-Qaeda contro la polizia, morti almeno 10 agenti.

– Afghanistan: 5 uomini giustiziati per stupro.

– Germania: scontri tra curdi e radicali islamici, 14 feriti.

– Francia: famiglia di 11 persone partita per combattere in Siria.

– Liberia: 100 marine US pronti a partire per il Paese per combattere l’Ebola.

– Regno Unito: manda 750 soldati in Sierra Leone per combattere l’Ebola.

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– Tunisia: si presenteranno anche alcune vecchie figure del regime in vista delle elezioni parlamentari previste per novembre.

– Sudafrica: diplomatico marocchino trovato morto.

– Messico: decine di migliaia di persone manifestano per i 43 studenti scomparsi. Vigilantes si uniscono alla ricerca dei ragazzi scomparsi.

– Colombia: la pace costerà 44 miliardi di dollari per i prossimi 10 anni.

– Giappone: ex direttore del giornale Sankei Shimbun accusato dai pubblici ministeri giapponesi di aver diffamato la presidente sudcoreana Park sulla vicenda del traghetto Sewol in un editoriale del giornale. Le comunità del Tohoku, il nordest del Giappone colpito dallo tsunami del 2011, cercano di ripartire lanciando le specialità ittiche e agricole del posto.

– Corea del Sud: capitano chiede scusa per aver abbandonato il traghetto Sewol, affondato in aprile, in cui sono morte più di 300 persone.

– Hong Kong: il capo del governo Leung sospettato di aver intascato segretamente milioni di dollari da una società quotata australiana in cambio del proprio sostegno ai loro affari asiatici. Ancora strade bloccate e traffico per la protesta Occupy Central. Riaprono gli asili.

– Wall Street: vola la borsa Usa: è la migliore seduta da un anno.

– Cina: migliaia di persone senza casa dopo un forte terremoto nella provincia dello Yunnan nel sudovest del paese. Danneggiata una diga nei pressi di un villaggio, si teme emergenza idrica. Poche settimane fa un altro terremoto nella stessa provincia aveva provocato 600 morti.

– Myanmar: rilasciati 4000 detenuti in una sorta di amnistia, tra loro solo tre prigionieri politici. Pilota tailandese il cui elicottero si è schiantato nelle montagne della Birmania settimane fa è stato trovato vivo e portato all’ospedale.

– Apple: potrebbero presto essere presentati nuovi modelli di iPad.

– Ebola: è morto a Dallas il paziente americano contagiato dal virus. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità a oggi i morti di Ebola sarebbero 3.879.

Ucraina: secondo l’Onu sarebbero 331 i morti da quando è stata stipulata la tregua. 

A cura di Barbara Schiavulli e Alessia Cerantola, ogni mattina le notizie senza giri di parole su The Post Internazionale (@thepostint)

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