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Gli animali stanno scomparendo

Secondo l'ultimo rapporto del Wwf, il numero degli animali selvatici nel mondo si è dimezzato negli ultimi 40 anni

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Il numero di animali selvatici al mondo si è dimezzato negli ultimi 40 anni. Nello stesso periodo di tempo, il genere umano invece è raddoppiato.

È quanto emerge dal rapporto Living Planet, pubblicato il 30 settembre dal Wwf, secondo il quale il declino medio delle popolazioni animali in libertà tra il 1970 e il 2010 è del 52 per cento.

Lo studio prende in considerazione più di 10mila popolazioni animali di 3mila specie diverse, tra mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci. Su questo campione il declino medio riscontrato è del 52 per cento, cifra che arriva al 76 per cento se si prendono in considerazione soltanto le specie marine e al 58 per cento se invece si analizza la fauna selvatica nei Paesi poveri.

“Ci sono molti dati all’interno di questo studio e sicuramente può sembrare arduo da comprendere nel suo intero”, ha detto Jon Hoekstra, scienzato capo del Wwf. Il trend è allarmante: “Il 39 per cento degli animali selvatici che vive sulla terraferma è scomparso. Stesso discorso per il 39 per cento degli animali che vivono in acqua e per il 76 per cento della fauna d’acqua dolce. Tutto negli ultimi 40 anni”, ha concluso lo scienziato.

Dati positivi emergono da un’analisi della biodiversità nei Paesi ricchi, dove la cifra è cresciuta del 10 per cento. Nelle nazioni dove il reddito è invece medio o basso rispetto alla media mondiale, l’insieme di tutte le specie animali è diminuito del 18 e del 58 per cento rispettivamente. Record negativo in questo campo per i Paesi dell’America Latina, dove l’indice di biodiversità è sceso dell’83 per cento.

“Stiamo gradualmente distruggendo la capacità del nostro pianeta di supportare il nostro tenore di vita”, ha detto Carter Roberts, presidente del Wwf. “Ma abbiamo le conoscenze giuste e gli strumenti adatti per far sì che le peggiori previsioni non si avverino. Viviamo tutti su un pianeta con risorse limatate, ed è arrivato il momento di renderci conto di questi limiti”.