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Immaturità Atlantiche
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Immaturità Atlantiche

Putin non avrà paura della Forza d'Azione Rapida, ingenuo pensare ad un'Ucraina nella Nato

07 Set. 2014

Prima domanda: secondo voi Vladimir Putin si spaventerà per le 5000 unità militari dell’Alleanza Atlantica dislocate in Polonia proprio in funzione anti-russa?

Seconda domanda: dopo la fine del sistema bipolare e la fine dell’illusione unipolare a matrice Usa (e neo-con), la Russia non è inevitabilmente destinata a svolgere un ruolo di rilievo sullo scenario globale in quanto area geopolitica di assoluta importanza?

Terza domanda: sulla vicenda ucraina quale soggetto in campo sta compromettendo maggiormente il principio d’equilibrio?

E infine: l’atteggiamento della Nato a Newport vi è sembrato maturo?

La risposta alla prima domanda è facile: no. Non c’è altro da aggiungere se non che il millenario imperialismo russo è sopravvissuto alle guerre stellari reaganiane, ai progetti del Srategic Defense Initiative e agli scudi spaziali bushisti in Polonia coi radar in Cechia. Non capisco perché non dovrebbe sopportare 5000 commilitoni a 200 chilometri di distanza dal proprio territorio.

La risposta alla seconda domanda è si: per quanto a volte possa apparire difficile se non impossibile comunicare con “loro” (un giorno andrebbero analizzati nel dettaglio gli sforzi di avvicinamento tra Chiesa Cattolica e Ortodossa ) la Federazione Russa è destinata inevitabilmente a rivestire un ruolo di primo livello nello scacchiere politico mondiale. Sia sul fronte militare, sia sul fronte geografico. Il futuro appartiene a grandi agglomerati statali capaci di rappresentare istanze continentali in sedi mondiali.

Suonate la sveglia per qualcuno in Europa.

La terza risposta è: la Federazione Russa…nonostante tutto! Non c’entrano le opinioni su Putin “uomo di stato”. L’annessione della Crimea alla Federazione Russa, pur basandosi sull’ambiguo principio di nazionalità, non può essere paragonata all’esperienza kosovara. Il Kosovo o fa parte della Serbia o è un’entità indipendente. La Crimea o è Russia o è Ucraina. Una situazione di questo tipo ha solo un precedente “recente”: Hong Kong che passa dal Regno Unito alla Repubblica Popolare Cinese nel 1997. Solo che quella querelle fu risolta attraverso un accordo per il trasferimento di sovranità. La vicenda della Crimea è paragonabile solo a precedenti degli anni ’40.

Infine l’ultima risposta è…più no che si! Quante volte vi è capitato (nella vita, con la/il fidanzata/o…guardando una serie tv!) di parteggiare per un personaggio ma al tempo stesso pensare: “certo, se si comportasse in maniera diversa…sarebbe tutto più facile…sarebbe molto più facile difenderlo e sostenerlo”.

Ecco, oggi la Nato è questa. Sulle sanzioni “sospese” può anche esserci una ratio: aspetto le reazioni di Mosca per decidere se confermarle. Sulla forza di reazione rapida Nato dislocata in Europa orientale l’unica funzione non può che essere quella di determinare un cambio di atteggiamento da parte di Putin. Sull’approccio dell’Alleanza in merito all’Ucraina come entità statale si registra un livello di immaturità un tantino idealistico: pensare a seguito di tutto quel che è avvenuto che sia possibile un ingresso di Kiev nell’Alleanza è fuori dal mondo. Occorre capire già l’ingresso di Romania, Ungheria e Paesi Baltici (realtà che considerano l’ingresso nella Nato come vero marchio di definitivo affrancamento dall’orso russo, ancor più che l’ingresso nell’Ue) già ha rappresentato una vittoria strategicamente e culturalmente di assoluto rilievo. Ma ad un certo punto nella vita occorre avere la consapevolezza di fermarsi. E capire che oltre una certa soglia non si può andare (Georgia docet).

Altrimenti se si fa il contrario, se si pensa di risolvere i problemi con le foto Obama, Renzi e il magnate del cioccolato, forse qualche esperto di geopolitica potrà pure prendersela col cattivo Putin. Ma l’opinione pubblica vedrà il mondo occidentale come il vero responsabile di una catastrofe, questa volta, tutta europea.

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