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Il punto sull’Ucraina, senza giri di parole
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Il punto sull’Ucraina, senza giri di parole

Putin ha posto 7 punti per la pace in Ucraina. In arrivo nuove sanzioni dall'Ue contro la Russia. Militari NATO lungo il confine

03 Set. 2014

Questa mattina il presidente ucraino Poroshenko ha annunciato un accordo con Putin per una tregua permanente. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha tuttavia smentito la notizia poco dopo sostenendo che Putin e Poroshenko, anche volendo, non possono tecnicamente accordarsi su alcun cessate il fuoco dal momento che la Russia non è formalmente in guerra con l’Ucraina.

Il protavoce di Putin ha però aggiunto che i due presidenti si sono confrontati sulla situazione in Ucraina e ha aggiunto che la posizione di Putin sulla possibile via d’uscita da questa crisi “coincide in gran parte con quella del presidente ucraino”, tanto che lo stesso Putin si augura che la pace possa arrivare già nei prossimi giorni.

Putin oggi era in Mongolia per incontrare il presidente Elbegdorj. Dopo il suo colloquio con Poroshenko, una volta arrivato a Ulan Bator, capitale della Mongolia, ha consegnato ai giornalisti una nota scritta contenente i sette punti che vuole vedere implementati per assicurare la tregua in Ucraina. Putin ha aggiunto che si aspetta che il presidente ucraino Poroshenko collabori attivamente per una soluzione finale della crisi. Di seguito le condizioni di Putin:

1 – Le milizie devono interrompere le avanzate militari nelle regioni di Donetsk e Lugansk.

2 -Le forze armate ucraine devono ritirarsi a una distanza che escluda la possibilità di bombardare le abitazioni.

3 -Mettere in atto un monitoraggio internazionale obiettivo sul cessate il fuoco.

4 – Escludere l’uso di aerei da combattimento contro villaggi e civili.

5 – Scambio tra prigionieri e ostaggi attraverso una formula “tutti per tutti”, senza condizioni.

6 – Creare corridoi umanitari per i profughi e la consegna di aiuti umanitari nelle regioni di Donetsk e Lugansk.

7 – Accesso diretto alle task force di riparazione delle infrastrutture.

A margine di tutto ciò, ecco cinque cose da sapere sul conflitto tra Russia e Ucraina che sono successe in questi giorni o che potrebbero accadere nei prossimi:

SANZIONI CONTRO LA RUSSIA: secondo il quotidiano inglese The Telegraph, l’Unione Europea sarebbe intenzionata a revocare l’assegnazione alla Russia dei prossimi mondiali di calcio del 2018. L’iniziativa avrebbe come intenzione quella di punire ulteriormente Putin per la sua politica estera aggressiva. Tra i suoi promotori ci sarebbe il premier britannico David Cameron.

Durante il suo intervento di ieri davanti al Parlamento europeo, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini ha annunciato che l’Europa sta preparando un pacchetto di nuove sanzioni contro la Russia. Il procedimento verrà adottato entro venerdì 5 settembre. Il 3 settembre 2014 il presidente francese Hollande ha detto che non consegnerà la prima nave da guerra Mistral alla Russia per via della stiuazione in Ucraina.

– PUTIN INARRESTABILE: il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che se lo volesse, le truppe russe potrebbero conquistare Kiev “in 2 settimane”. Il Cremlino si è rifiutato di smentire le parole di Putin, che sarebbero state pronunciate durante un colloquio telefonico con Josè Manuel Barroso, il presidente uscente della Commissione europea.

Il settimanale tedesco Der Spiegel fa tremare l’Europa, pubblicando informazioni contenute all’interno di un rapporto segreto della NATO, in cui si riterrebbe che l’offensiva di Putin in Ucraina è inarrestabile. Qualora si rivelasse autentico, il rapporto dimostrerebbe come l’intervento della NATO in Ucraina potrebbe soltanto rassicurare i Paesi baltici e la Polonia, ma non salvare Kiev.

LA NATO LUNGO IL CONFINE: è iniziata ieri, 2 settembre 2014, l’operazione “Steadfast Javelin II”, la nuova fase delle esercitazioni militari NATO lungo il confine con l’Ucraina. Saranno coinvolti 4.000 soldati di nove Paesi diversi. L’Italia verrà rappresentata da un contingente di 90 militari della brigata Folgore.

IL FOTOREPORTER UCCISO: il fotografo russo Andrei Stenine, scomparso in Ucraina lo scorso 6 agosto, è morto. A darne la notizia è stata RIA Novosti, l’agenzia di stampa presso cui Stenin lavorava.

UN ALTRO MURO: questa mattina il premier ucraino Yatsenyuk ha comunicato che presto inizieranno i lavori per la costruzione di una barriera difensiva lungo il confine con la Russia.

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