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La sarta dei bambini poveri

Una signora americana di 99 anni cuce e dona un vestito al giorno per i minori che hanno bisogno d'aiuto

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Si sveglia presto ogni mattina e inizia a cucire. Fa una pausa a pranzo e infine aggiunge gli ultimi ritocchi nel pomeriggio. Una volta che i vestiti sono pronti e confezionati, le sue figlie li consegnano al suo posto.

Lilian Weber ha novantanove anni e da tre a questa parte cuce un vestito al giorno affinché un bambino bisognoso abbia qualcosa da indossare. La donna, che vive nella cittadina di Davenport, in Iowa, negli Stati Uniti, ha già confezionato e donato all’organizzazione cristiana no-profit “Little Dresses for Africa” ben 840 vestiti e spera di raggiungere quota 1.000 prima del 6 maggio del prossimo anno, data in cui compirà 100 anni.

“Probabilmente potrei farne due al giorno, ma ne faccio soltanto uno”, ha detto la Weber a un’emittente locale. Inoltre, ogni abito è personalizzato, come spiega sua figlia Linda in un’intervista (guarda il video qui sotto): “Per mia madre non è sufficiente creare gli abiti, ogni capo deve dare un tocco personale, qualcosa di speciale”. Quello che è cominciato come un hobby è poi diventato per l’anziana signora un vero e proprio rituale. 

“Little dresses for Africa” è una associazione no-profit nata in Michigan nel 2008 da un’idea di Rachel O’Neill, una donna americana impegnata nel sociale. Finora ha distribuito 2 milioni e mezzo di vestiti a orfanotrofi, scuole e chiese non solo in Africa, ma anche in altri Paesi del mondo, come Haiti, Honduras e Thailandia. Sul sito ufficiale dell’organizzazione si legge: “Non mandiamo solo vestiti, inviamo speranza”.

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