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Un giorno da Zar
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Un giorno da Zar

Dalla colazione a base di uova di quaglia alla storia con la ginnasta Alina Kabaeva. La vita privata di Vladimir Putin

30 Lug. 2014

Non vive al Cremlino. Detesta traffico e smog, e per questo abita in un palazzo appena fuori Mosca. Ama svegliarsi quando il sole è già alto.

Non fa colazione prima di mezzogiorno e il suo pasto è da anni il medesimo: uova di quaglia, formaggio e spremuta.

Il risveglio muscolare avviene in piscina, dove il presidente ama stare da solo, nuotando a stile libero. Poi la palestra e le immersioni, alternate in acqua calda e fredda.

Nei suoi uffici non esistono né televisori né collegamenti a internet. L’unica tecnologia di cui fa uso è ancora sovietica (in particolare i satellitari utilizzati per le chiamate telefoniche), la sola di cui Putin si fida.

I suoi assistenti lo chiamano “Zar”, devono parlare a voce bassa e tenere una distanza di almeno tre metri dal presidente.

L’unica che può avvicinarlo è la sua labrador nera, la sola capace di strappargli sorrisi. Fra le persone che vivono con Putin e che figurano come sui collaboratori spicca un assaggiatore di cibo: una delle più grandi paure del presidente è l’avvelenamento.

Le sue passioni sono l’hockey (talvolta praticato in presenza degli “amici” ex capi di governo, l’italiano Silvio Berlusconi e il tedesco Gerhard Schröder), gli orologi e gli abiti su misura.

Quando Putin esce dalla sua residenza scatta un’imponente macchina organizzativa. Un mese prima di ogni viaggio all’estero un apposito gruppo di intelligence si reca nella città di destinazione, ispezionandola e individuando i possibili pericoli.

Gli alberghi che ospitano il presidente possono contenere solo oggetti approvati dal Cremlino: il bagno deve essere svuotato e le lenzuola asportate.

Fuori dalla Russia si accentua la paura di ingerire sostanze contaminate. Putin mangia per questo solo cibo russo e non assaggia pietanze locali quando valica i confini nazionali, a costo di creare incidenti diplomatici.

Il vero e più intrigato mistero rimane comunque la vita familiare. I genitori sono morti. Le due figlie vivono entrambe all’estero: la 29enne Maria, probabilmente residente nei Paesi Bassi, e la 27enne Ekaterina, avvistata in Grecia. L’ex first lady Liudmilla, da cui ha divorziato, è scomparsa dalla scena e sembra “soggiorni” in un monastero.

Dopo Liudmilla, sarebbe stato il turno della ginnasta Alina Kabaeva, da cui avrebbe avuto un figlio. Uno dei tanti illegittimi attribuiti a Putin. Di certo, c’è solo che le testate che hanno fatto circolare l’indiscrezione sono state chiuse.

Ben Judah, autore del fortunato testo “Fragile Empire: How Russia Fell In and Out of Love with Vladimir Putin”, ha riassunto su “Newsweek” il risultato di tre anni trascorsi a intervistare persone vicine al presidente russo.

Burocrati, assistenti e ministri di vario genere hanno contribuito, in forma rigorosamente anonima, a ricostruire la giornata tipo dell’ex agente del Kgb.

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