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La lotteria dell’NBA
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La lotteria dell’NBA

Questa notte la storia della pallacanestro americana potrebbe cambiare (ancora)

26 Giu. 2014

Andrew Wiggins, Jabari Parker, Dante Exum e Joel Embiid sono probabilmente nomi che non vi dicono nulla. Ma domani potrebbero essere famosi come quelli di Kobe Bryant, Shaquille O’Neal o Micheal Jordan.

Grazie a The Post potete scoprirli in anteprima, e vantarvi coi vostri amici di conoscere questi ragazzi prima che diventino mainstream. Nella notte fra oggi e domani al Barclays Center di Brooklyn le trenta franchige della National Basketball Association (NBA), la lega di basket più importante al mondo, sceglieranno i sessanta migliori prospetti americani e internazionali.

Infatti nel basket, così come in tutti gli sport americani più importanti, per garantire un equilibrio fra tutti i team al termine di ogni stagione le squadre scelgono i giovani più interessanti secondo un ordine preciso, generato da un mix di risultati sportivi e fortuna. Le squadre con più sconfitte nella stagione conclusa hanno maggiori chance di scegliere per prime e quindi aspirare, in qualche anno, a diventare più forti.

Questo processo si chiama lottery (il sistema di determinazione dell’ordine in cui le squadre possono scegliere i giocatori) e poi draft (il momento in cui le squadre scelgono materialmente i giocatori). Al termine della lottery 2014 i vincitori sono risultati per il secondo anno consecutivo i Cleveland Cavaliers che, sebbene non avessero le probabilità maggiori, hanno pescato il biglietto vincente davanti ai Milwakee Bucks e ai Philadelphia 76ers, che invece hanno giocato inutilmente una sfida tutta loro nel perdere più partite possibile per avere maggiori probabilità.

Questa notte i Cavaliers saranno i primi a poter scegliere il miglior prospetto 2014 che, oltre alla gloria di essere la “first overall pick”, avrà anche un ricco contratto garantito di 4.592.200 dollari all’anno. Il giocatore che verrà scelto alla posizione trenta (dai campioni in carica dei San Antonio Spurs) si dovrà accontentare di un contratto di “appena” 911.400 dollari.

Tutti i general manager della NBA, le persone incaricate di gestire il mercato della squadra, vivranno la serata con grande apprensione dato che una loro scelta sbagliata nella notte del draft li può condannare all’oblio. L’errore più celebre fu commesso nel 1984 dai Portland Trail Blazers. Gli Houston Rockets scelsero per primi il promettente centro Hakeem Olajuwon, che li porterà a vincere due titoli NBA. Per seconda quindi Portland scelse Sam Bowie. Non fosse che dopo di loro, con la scelta numero tre, i Chicago Bulls draftarono un certo Michael Jordan e fecero la storia di questo sport.

Viste queste premesse è facile capire come questa sera sia importantissima per molte squadre NBA e di come la carriera di molti general manager dipenda da che scelta faranno. Quest’anno la prima scelta sicura era fino a pochissimo tempo fa il centro Joel Embiid, giocatore dotato di un fisico poderoso e una tecnica sopraffina. Ha però subito un infortunio da stress al piede e un altro alla schiena, il che sta facendo sorgere il dubbio a molti sulla sua tenuta fisica futura. Per questo, ad oggi, le principali stime danno Jabari Parker e Andrew Wiggins sicuri di ottenere il primo e il secondo posto.

Il divertimento inizierà dalla scelta numero tre: Philadelphia, che la detiene, è guidata da un general manager, Sam Hinkie, molto controverso e che viene definito un moneyballer (ossia utilizza un sistema razionale e “scientifico” per guidare le sue azioni compiendo scelte incomprensibili a prima vista ma poi efficaci nel lungo tempo, così come nell’omonimo film con Tom Cruise).

Nell’ultimo anno ha smantellato la squadra per perdere più partite possibili, ha scambiato giocatori continuamente e ha ottenuto molte scelte dagli altri team. Questa notte potrà selezionare ben sette prospetti e non è escluso che punti a scambiare altri giocatori e scelte per scombussolare i piani dei suoi colleghi.

E gli italiani? Quest’anno difficilmente qualcun altro scavalcherà l’oceano per raggiungere Bargnani, Gallinari e Belinelli. Nelle stime della vigilia l’unico a poter nutrire qualche speranze è Alessandro Gentile dell’Olimpia Milano, ma viene dato in posizioni molto basse (oltre la cinquanta) e pertanto il salario garantito non sarebbe di molto superiore a quello percepito in Italia.

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