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My name is One, Air Force One

È l'aereo del presidente degli Stati Uniti d'America, salire a bordo è un sogno ma non impossibile

Si chiama Air Force One qualsiasi aereo della Us Air Force abbia a bordo il presidente degli Stati Uniti. È entrato talmente nella leggenda che anche Hollywood del suo nome ne ha fatto un film.

Il primo presidente americano a volare fu Theodore Roosevelt nel 1910, ma fu un altro Roosevelt, Franklin Delano, nel 1942 a trasformare quell’aereo in un ufficio volante ed era uno Skymaster. Sotto la sua presidenza compì un solo viaggio, quello verso Yalta, dove Roosevelt, Churchill e Stalin decisero i destini del mondo in previsione della fine della Seconda Guerra Mondiale.

Oggi un Boeing 747-200, anzi due perfettamente uguali, accompagnano Barack Obama nei suoi viaggi. Sono in servizio dal 1990, da 24 anni, da quando, cioè, era presidente George Bush padre, prima di Clinton, di Bush figlio e, adesso, di Obama.

Fu lì che si rifugiò George W. Bush l’11 settembre 2001, fu su uno simile, un 707- 353B, che giurò da presidente nel 1963 Lyndon Johnson dopo l’attentato di Dallas a John Fitzgerald Kennedy.

In caso di pericolo l’Air Force One diventa l’ancora di salvezza del presidente, la sua Casa Bianca volante. Tutto è previsto per garantire la governabilità al Paese, tant’è che lui e il suo vice non viaggiano mai insieme. L’aereo del vice presidente si chiama Air Force Two. In gergo militare i due velivoli sono VC-25A e C-32. Ai comandi di entrambi ci sono solo piloti della Us Air Force, in particolare quello di Obama è il colonnello Scott Turner. Andrews è la base militare di partenza.

È l’aereo più sicuro al mondo, dotato dei più sofisticati sistemi di difesa, collegato aria-aria, terra-aria e via satellite, una fortezza volante, scortata dai caccia militari, che funziona da ufficio e albergo, ma non bisogna essere per forza presidente per salire a bordo. Ogni volta che si muove, con lui viaggiano equipaggio, staff, sicurezza, giornalisti, medici, camerieri e meccanici. E’ una piccola città in grado di essere autosufficiente per 10 giorni: 12 800 sono i chilometri che è in grado di coprire con un pieno di carburante (un terzo della superficie terrestre), ma il rifornimento è effettuabile anche in volo e 2000 sono i pasti che si possono caricare a bordo per un massimo di 70 passeggeri più 26 membri d’equipaggio.

L’interno è stato disposto su tre piani: due passeggeri e uno stiva, per immagazzinare bagagli, strumenti, cambusa e frigoriferi. A disposizione del presidente e del suo staff c’è un’area di 370 mq composta da uffici, sale riunioni e cabine. In quella presidenziale c’è una camera, un salotto, un bagno e un guardaroba. È posta sulla destra dell’aereo e, per estrema precauzione, a ogni atterraggio che l’Air Force One effettua, è previsto che porga al pubblico il lato sinistro. Accanto è disposta un’area medica con tanto di farmacia ben rifornita e tavolo operatorio per qualsiasi emergenza. Un dottore con i suoi assistenti sono sempre presenti durante i viaggi.

Dietro sei file di poltrone su tre colonne accolgono 36 giornalisti accreditati dalla Casa Bianca. Non esiste profilo ufficiale dei social network di nessuno di loro che non li ritragga accanto, a bordo, o in procinto di salire sull’aereo. L’ultimo, Stephen Crowley del New York Times, ha postato la foto che lo ritrae con il presidente, il quale gli offre la torta di compleanno con tanto di candelina per festeggiarlo.

Katie Zezima del Washington Post al suo primo viaggio descrive così quell’esperienza: “Volare sull’Air Force One non è come volare su un aereo qualsiasi. Devi presentarti tre ore prima della partenza, tutto è controllato con attenzione. L’interno dell’aereo è bellissimo, ovviamente, ma ha qualcosa in più: i sedili sono tutti in pelle e di prima classe, in bagno ci sono asciugamani veri e crema per le mani. Bisogna essere già tutti a bordo quando il Marine One (l’elicottero che trasporta il presidente) tocca terra e lui sale a bordo perché pochi istanti dopo si è in volo. Poi c’è il cibo, un sacco di cibo!”.

Sono due le cucine a bordo dell’aereo e sono in grado di sfornare contemporaneamente 100 pasti.

Tutto ciò però ha un costo e anche piuttosto salato. Un’ora di volo dell’Air Force One costa 228.288 dollari con un aumento medio del 27% rispetto all’ultima stima. Questo secondo il Judicial Watch, un organo di controllo indipendente sulle attività governative, che ha messo sotto la lente d’ingrandimento le spese per le vacanze della famiglia Obama, che sarebbero costate alla comunità, solo per l’aereo, nell’ultimo anno, 7.3 milioni di dollari per tre viaggi non di stato. Naturalmente la famiglia presidenziale non ha altra scelta, se non quella di viaggiare sull’Air Force One. Il punto di Judicial Watch, però, è che un conto sono le missioni ufficiali e un altro quelle personali. Le vacanze degli Obama sono troppo costose per i contribuenti e dovrebbero scegliere mete più facili da raggiungere.

Alla soglia dei 30 anni di servizio il Boeing 747-200 sta per andare in pensione. È di pochi giorni fa la notizia che il governo americano sta cercando il sostituto e una volta dismesso andrà ad aggiungersi alla flotta di Air Force One in mostra nell’hangar del National Museum of the United State Air Force vicino a Dayton, in Ohio.