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Fattore Ramadan
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Fattore Ramadan

Il mese sacro per i musulmani avrà un'influenza sull'andamento dei Mondiali 2014?

24 Giu. 2014

Kolo Touré, uno dei giocatori simbolo della Costa d’Avorio, ritiene che osservare l’astinenza da cibo e liquidi propria del Ramadan lo renda «ancora più forte».

Alle Olimpiadi di Londra nel 2012, invece, tutti e quattro gli atleti islamici del team britannico non osservarono il digiuno al fine di essere più performanti.

A questa Coppa del Mondo molti atleti saranno posti davanti alla scelta fra la loro fede e il mantenimento di prestazioni fisiche ottimali perché fra il 28 e il 29 giugno, in concomitanza con l’inizio degli ottavi di finale, comincerà il Ramadan.

Contrariamente alla sicurezza mostrata da Touré, uno studio del 2009 pubblicato sull’”International Journal of Sport Phisiology and Performance” in previsione delle Olimpiadi londinesi aveva sostenuto la tesi che la mancata assunzione regolare di alimenti e liquidi da parte degli atleti ha un’influenza negativa sulle loro prestazioni. La situazione in Brasile è anche ben peggiore di quella presente a Londra, con temperature e tassi di umidità a livelli ben superiori.

La domanda che interessa tutti i tifosi è se il Ramadan potrà avere un’influenza sulle partite dei Mondiali. Assumendo che tutti i giocatori islamici seguano i precetti religiosi senza deroghe, abbiamo provato a indovinare i risultati dell’ultimo turno dei gironi.

Agli ottavi di finale ben cinque partite vedrebbero affrontarsi squadre con giocatori musulmani. Delle probabili qualificate al turno di eliminazione Costa d’Avorio, Svizzera, Belgio, Germania, Algeria, Francia e Nigeria hanno almeno tre o più giocatori significativi coinvolti.

Di queste partite però le uniche dove l’equilibro in campo potrebbe essere influenzato da prestazioni sottotono dei campioni in digiuno sono Costa d’Avorio-Costarica e Belgio-USA. Difficilmente il divario presente nelle altre partite Argentina-Svizzera, Germania-Algeria e Francia-Nigeria potrebbe essere colmato o aggravato dal “fattore Ramadan”.

Se volessimo anche spingerci ad osare una previsione dei quarti, verrebbero coinvolte le partite di Francia-Germania, Belgio-Argentina e Olanda-Costa d’Avorio. Qui forse la partita più combattuta sarebbe la sfida tra francesi e tedeschi, con la Francia che conterebbe un maggior numero di campioni a digiuno (cinque: Benzema, Sagna, Sakho, M. Sissoko, Pogba) rispetto ai tedeschi (tre: Ozil, Khedira, Mustafi).

L’Italia, dovesse qualificarsi contro l’Uruguay, non incontrerebbe squadre con giocatori musulmani almeno fino alla semifinale, dove si scontrerebbe appunto con la vincitrice Francia o Germania.

Bisognerà rimanere dunque in attesa di vedere scosa decideranno i diretti interessati.

Yaya Touré, il fratello di Kolo, ha invece dichiarato ad un quotidiano degli Emirati che praticare il digiuno durante l’intensa attività di queste giornate lo porterebbe “a morire”.

In effetti, con le 11 ore di luce in Brasile e la necessità di idratarsi costantemente, è probabile che spingeranno molti oltre a Touré a prevedere almeno qualche eccezione dalla regola.

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