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La Roma acattolica
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La Roma acattolica

Si trova nel centro di Roma e qui sono stati sepolti numerosi artisti, stranieri e viaggiatori di passaggio per la città eterna

03 Giu. 2014

All’ombra della Piramide Cestia, nascosta dalle Mura Aureliane, si trova una piccola preziosità romana, un luogo carico di sacralità, storia e poesia: il cimitero acattolico per gli stranieri, al Testaccio di Roma.

Qui, dal 1716, sono stati sepolti numerosi artisti, stranieri e viaggiatori di passaggio per la città eterna, che non essendo di fede cattolica, erano destinati alla terra sconsacrata.

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Tra questi spiccano i nomi del poeta inglese Percy Shelley, morto nel naufragio di un vascello a largo del Tirreno e del celebre poeta John Keats, sulla cui lapide è scritto “Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua”. Vi riposa anche il figlio di Goethe, che era solito visitare questo luogo, lo scrittore italiano Dario Bellezza e Antonio Gramsci, sulla cui tomba è tradizione lasciare un sassolino.

Sono più di 4.000 coloro che riposano in questo luogo, per lo più artisti, ma anche storici scienziati e diplomatici. Molti erano di fede protestante, ortodossa o islamica, ma ci sono anche tombe di religioni quali lo Zoroastrismo, il Buddismo e il Confucianesimo.

Per questo motivo le iscrizioni sulle lapidi sono in più di quindici diverse lingue. La poesia di questo luogo non proviene solamente da chi vi è sepolto, ma anche dagli splendidi epitaffi incisi sulle lapidi, che costituiscono delle vere e proprie poesie, protette dalla bellezza dei monumenti funebri e dalle imponenti statue.

Sotto gli alti cipressi e tra le rose selvatiche, i mirti, gli allori e le camelie, giocano e si riposano i guardiani del cimitero, gli ospiti d’onore: i gatti. La loro vasta e gradita presenza ha valso a questo posto anche il nome di “cimitero dei gatti”. Il cimitero acattolico di Roma è quindi un piccolo giardino nascosto, dove riposano storia e poesia all’ombra di piccole opere d’arte.

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