Me
#Yesallwomen
Condividi su:

#Yesallwomen

Elliot Rodger ha commesso una strage, ora i suoi commenti misogini provocano una potente risposta su Twitter

28 Mag. 2014

Elliot Rodger aveva ventidue anni e riteneva ingiusto che le donne continuassero a rifiutare le sue avances preferendo uomini che lui considerava meno attraenti.

Lo scorso 23 maggio a Isla Vista, in California, Rodger ha ucciso sei persone e ne ha ferite altre tredici prima di uccidersi.

Poche ora prima aveva pubblicato su Youtube il suo manifesto misogino in cui reclamava il diritto di ricevere attenzioni dalle donne e parlava di loro come di oggetti. In alcuni video precedenti Rodger parlava di “distruggere ciò che non poteva avere” e di “crudeltà delle donne”.

Le parole di Rodger si sono diffuse in rete dove da qualche giorno si è aperto un dibattito sulla scia della sparatoria. Sui social network alcuni hanno commentato la notizia dicendo che la ragione dell’omicidio di massa compiuto da Rodger è il rifiuto di queste donne: il punto non è che Rodger fosse frustrato o disturbato, piuttosto che non fosse stato trattato bene da loro.

Commenti di questo tipo hanno suscitato la reazione delle donne, che hanno lanciato una campagna su Twitter con l’hashtag #Yesallwomen.

L’espressione fa riferimento al fatto che “non tutti gli uomini” sono come Elliot Rodger, ma “tutte le donne” nella loro vita vivono esperienze di molestie sessuali sotto qualsiasi forma.

Raccontando storie personali di stupro, violenza domestica e altro la campagna ha portato alla luce le difficoltà che le donne incontrano nella vita quotidiana e di cui spesso si preferisce non parlare.

A differenza di altre campagne contro la violenza sulle donne, #yesallwomen ha coinvolto anche uomini e la conversazione si è allargata anche alla misoginia e sull’impatto negativo che essa produce sugli uomini e sulle donne.

Ecco alcuni dei tweet:

“#Yesallwoman Vivo in un mondo dove “no” significa dare inizio a una negoziazione che non dovrebbe esistere”

“Siamo state educate a proteggerci dagli uomini, a aspettarci la violenza e aprepararci per essa #Yesallwoman”

“Ho passato 19 anni insegnare a mia figlia come non essere violentata. Quanto tempo hai speso ad insegnare a tuo figlio a non commettere uno stupro?#YesAllWomen”

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus