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Cinque immigrati per la Lega Nord
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Cinque immigrati per la Lega Nord

La Lega Nord ha realizzato un video in cui alcuni immigrati dissuadono i loro connazionali dal venire in Italia

12 Mag. 2014

“Miei amici conterranei, ve lo dico col cuore, non venite in Italia a fare la fame”, dice Jose dall’Angola. “Arrivare da clandestini in Italia vuol dire andare incontro alla miseria e alla disperazione”, aggiunge Niemel dal Pakistan.

L’Italia non può offrire più niente a nessuno. É questo il messaggio che la Lega Nord vuole trasmettere con lo spot realizzato dal candidato alle europee Angelo Ciocca, consigliere regionale in Lombardia.

“Faccio quello che dovrebbero fare Grasso, la Boldrini, la Mogherini”, ha spiegato Ciocca. Il video sarà diffuso nei Paesi di provenienza degli extracomunitari, per dissuaderli dall’arrivare in Italia, ma sembra rivolto soprattutto agli elettori italiani, che saranno chiamati alle urne per le elezioni europee il 25 maggio.

Il sito della Bbc ha riportato la notizia, scrivendo anche che, secondo quanto riferito da Ciocca, i migranti hanno partecipato volontariamente al video, ma è stato lui stesso a scrivere i messaggi.

La Lega Nord – spesso accusata di usare la xenofobia per attirare voti – sta facendo tutto il possibile per suscitare interesse per la questione dell’immigrazione clandestina e diventare la voce degli italiani preoccupati per gli arrivi di migranti, sempre più massicci negli ultimi mesi.

Il suo nuovo leader, Matteo Salvini, ha chiesto la sospensione dell’operazione “Mare nostrum”, con la quale la marina militare italiana salva i migranti che arrivano dalle coste del Nordafrica.

“La Lega ha bisogno di voti”, scrive la Bbc, “Il partito ha perso gran parte del suo supporto, il voto di protesta usato per attirare elettori è scomparso – passando al movimento cinque stelle, guidato da Beppe Grillo”.

Gli ultimi sondaggi indicano infatti che la Lega otterrà circa il 5 per cento del voto nazionale – metà di quello che ha ottenuto alle ultime elezioni europee – complice anche uno scandalo di corruzione ai vertici del partito, che ha provocato le dimissioni del suo ex leader, Umberto Bossi, danneggiando la sua immagine di movimento anti-corruzione.

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