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La Crimea come Las Vegas

Con una nuova legge Putin vuole trasformare la Crimea in una zona speciale per il gioco d'azzardo e farne una meta turistica

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Una volta la Crimea non era conosciuta solo per le sue vicissitudini geopolitiche, ma era la destinazione preferita per le vacanze dell’elite russa. Dalla metà del diciannovesimo secolo in poi la famiglia imperiale russa vi si recava per trascorrere le vacanze, e in occasione del colpo di stato del 1991 il presidente sovietico Mikhail Gorbaciov si trovava proprio nella sua casa di vacanza sulla penisola.

Adesso che la Crimea è di fatto parte della Russia, il presidente della federazione Vladimir Putin spera di far riguadagnare alla penisola la reputazione di luogo di turismo e spensieratezza. Per questo il suo nuovo disegno di legge, presentato alla camera bassa del parlamento (Duma) lunedì scorso, mira a legalizzare il gioco d’azzardo nella penisola e a fare della Crimea una zona speciale destinata ai casinò e alle slot machines.

Come riportato dal sito Vice News, però, dietro la mossa si cela un obiettivo ben più specifico per Putin: espandere l’influenza della Russia sull’economia della Crimea e consolidare il suo controllo sulla penisola, annessa alla federazione russa il mese scorso.

La Russia ha regolamentato il gioco d’azzardo nel 2009, relegando i casinò in quattro specifiche aree del paese (Altai, Kaliningrad, Krasnodar e Primorsky). Se questo disegno di legge sarà approvato, la Crimea diventerà la quinta area dove il gioco d’azzardo è legale. Spetterà alle nuove autorità in Crimea – non ancora riconosciute sul piano internazionale – decidere la posizione e l’estensione delle zone dedicate ai casinò.

La decisione si pone in qualche modo in contrasto con la diffidenza mostrata da Vladimir Putin nei confronti del gioco d’azzardo. Nel 2006 il presidente aveva infatti dichiarato che esso “come l’alcolismo, infligge gravi danni morali e talvolta finanziari”, come riportato dal Moscow Times.

Nonostante sia vietato in gran parte del paese, il gioco d’azzardo continua ad essere una grande industria in Russia e quasi certamente costituirà una notevole fonte supplementare di reddito per la Crimea. Esso, comunque, rappresenta solo una parte degli ambiziosi piani di Putin per far crescere l’economia della penisola.

La Russia prevede infatti di destinare altri 5 miliardi di euro all’economia piena di debiti della Crimea, per lo più per la ricostruzione di infrastrutture e dei trasporti nella regione. Inoltre Putin ha in mente il tentativo di fare della Crimea una zona economica speciale, attraente per gli investitori internazionali. “Così come nel caso di Kaliningrad, è necessaria una legge specifica che consenta agevolazioni fiscali a tutti i grandi investitori, pronti a investire soldi nella regione”, ha detto il mese scorso il primo ministro russo Dmitry Medvedev.