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Niente figli per scelta

Precariato e carenza di assistenza, ecco ciò che porta sempre più donne italiane a scegliere di non avere figli

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Gabriella Marino ha 43 anni e vive a Napoli. Ha sempre pensato che non avrebbe avuto figli finché non avesse trovato un lavoro stabile, ma ora che ce l’ha, il desiderio di avere figli non è arrivato. Lei e suo marito sono ormai “abituati a essere solo una coppia”. “Abbiamo la libertà di fare quello che vogliamo e non vogliamo cambiare le cose questo momento”, ha detto al Wall Street Journal.

Anche Fiorella Fiori ha le idee chiare. Anni fa ha preso sua madre da parte per darle la notizia: ha deciso di non avere figli, nonostante le pressioni di familiari e amici. “Io non volevo figli,” ha raccontato al quotidiano statunitense, “l’idea è scioccante per la maggior parte dei miei amici. E mia mamma continua a ricordarmi che ho 40 anni e non posso aspettare in eterno”.

Sempre più donne in Italia scelgono di non avere figli. Secondo i dati citati dal Wall Street Journal, un quarto delle donne italiane finiscono i loro anni di gravidanza senza figli, contro il 14 per cento negli Stati Uniti e il 10 per cento in Francia.

Il tasso di natalità in Italia è ormai di gran lunga inferiore all’indice di ricambio demografico da anni. Ma recentemente sempre più coppie a causa di lavori precari e stipendi bassi scelgono assieme di non avere figli.

Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, il tasso donne italiane senza figli nate nel 1965 – quelle che compiono 50 anni l’anno prossimo – è di quasi 10 punti percentuali in più rispetto a quelle nate nel 1960.

La crisi economica prolungata ha peggiorato gli ostacoli che le donne italiane hanno da tempo affrontato per la formazione di una famiglia. In quest’ottica il difficile mercato del lavoro in Italia è un fattore chiave. Secondo l’Istat, circa il 60 per cento dei giovani con un contratto a termine passano ad un altro contratto a termine quando il primo finisce, mentre uno su cinque rimane senza lavoro.

Ma ai fattori legati al mondo del lavoro si aggiungono la mancanza di assistenza per le neomamme a compagni poco collaborativi.

Recenti dati pubblicati dall’Ocse, mostrano infatti che l’Italia è tra i peggiori paesi in quanto a collaborazione dei coniugi per le faccende domestiche.

In parte anche a causa della persistenza dei ruoli di genere tradizionali nelle famiglie, solo la metà delle mamme italiane lavorano, secondo l’Ocse, rispetto al 74 per cento in Francia.

Non a caso, lo scorso 4 aprile il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, in un’intervista rilasciata al Corriere della sera, ha dichiarato che l’Italia è il paese che ha fatto meno per incoraggiare le donne sul lavoro.

Nel 2012, l’Istat ha registrato oltre 12 mila nascite in meno in Italia rispetto al 2011. Il dato conferma la tendenza alla diminuzione delle nascite avviatasi dal 2009: oltre 42 mila unità nati in meno in quattro anni. L’abbassamento del tasso di natalità rende ancora più grave la crisi demografica in Italia. Il paese ha già circa 150 ultra sessantacinquenni ogni 100 persone sotto i 14 anni, e il numero salirà a 263 anziani ogni 100 giovani entro il 2050, secondo l’Istat.