Me
I gay cattolici
Condividi su:

I gay cattolici

Nella dottrina della Chiesa sull'omosessualità nulla è cambiato, ma alcune storie mostrano come la situazione si stia sbloccando

28 Mar. 2014

Anna Maria si è da poco unita al gruppo Kairòs, che unisce i cristiani omosessuali di Firenze. Per lei le parole pronunciate dal Papa lo scorso luglio sull’omosessualità sono state un punto di svolta personale, come ha raccontato al Washington Post. Sua madre, devota cattolica, si era allontanata da lei da quando – anni prima – Anna Maria aveva rivelato di essere lesbica. Ma dopo aver sentito le parole di Papa Francesco sua madre l’ha chiamata e le ha detto: “Se il papa non ti sta giudicando, allora chi sono io per giudicarti?”.

Il gruppo Kairòs, che esiste da 11 anni, ha iniziato solo 5 anni fa a utilizzare le sale di alcune parrocchie “amiche” per riunioni mensili di preghiera. L’accordo con i parroci richiedeva però che i membri del gruppo mantenessero un basso profilo. Le cose sono cambiate solo il mese scorso, quando con la benedizione del consiglio parrocchiale, il gruppo ha tenuto la sua prima sessione di preghiera pubblica, aperta anche a non soci. I dettagli dell’incontro sono stati pubblicati anche sulla bacheca della chiesa. “Può sembrare una cosa piccola, ma per noi, questo è importante”, ha detto Innocenzo Pontillo, coordinatore del gruppo, “È come sentire la luce sul tuo viso. Queste sono cose che penso sarebbero state impossibili prima di Papa Francesco.”

Secondo il giornalista del Washington Post Anthony Faiola, la posizione del Pontefice sul tema dell’omosessualità è stata finora innovativa più nello stile che nella sostanza. Nella dottrina della Chiesa nulla è cambiato, e sono ancora molti i religiosi conservatori che rimangono contrari all’apertura verso gli omosessuali. Tuttavia le parole e le azioni di Papa Francesco hanno avuto un’influenza concreta poiché hanno iniziato a creare quello che i gay cattolici descrivono come uno “spirito crescente di accettazione” nella Chiesa. Da ultimo Bergoglio, in una recente intervista con il Corriere della sera, pur negando la possibilità di matrimoni gay ha suggerito la possibilità che la chiesa guardi un po’ più da vicino la questione delle unioni civili.

Negli anni passati il potere della Chiesa cattolica ha costretto migliaia di omosessuali a vivere nell’ombra, e l’opposizione dei vescovi nel 2007 all’istituzione delle unioni civili ha contribuito a rendere l’Italia l’unica nazione in Europa Occidentale che non riconosce diritti alle coppie dello stesso sesso. Gli attivisti gay italiani sostengono che sia ancora troppo presto per dire se Francesco sarà veramente in grado di aprire a una nuova era. Infatti, se alcuni sacerdoti accennano a un’apertura sul tema, restano comunque molti coloro che chiudono le porte a ogni cambiamento. Un sacerdote toscano, per esempio, è recentemente diventato noto per aver pubblicato condanne religiose contro gay e lesbiche sulla sua pagina Facebook.

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus