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Guida alle elezioni parigine

Ecco chi sono i sei che si sfideranno per la carica di sindaco della capitale francese

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Domenica e lunedì le principali città francesi andranno alle urne per il rinnovo dei propri consigli municipali. Tra queste la partita per la città di Parigi sta assumendo una risonanza nazionale.

La capitale, con i suoi oltre due milioni d’abitanti, da sempre rappresenta lo spirito della nazione francese e da quando è stata istituita la carica di Sindaco di Parigi (nel 1977) il personale politico dell’Hotel de Ville ha influenzato e coinvolto attivamente tutto lo scenario politico nazionale. Oltre che per il Sindaco di Parigi i cittadini dovranno votare per i 163 membri del Consiglio Municipale, per i 20 presidenti di Arrondissement e per i loro rispettivi consigli di zona.

Sei i candidati (di cui tre donne) per la carica di primo cittadino, dopo l’impossibilità del sindaco uscente, il socialista Bertrand Delanoë, di candidarsi per un terzo mandato consecutivo. Se nessuno dei sei candidati riuscirà ad ottenere il 50 per cento più uno dei voti, si andrà ad un secondo turno di ballottaggio nella domenica successiva.

 

Anne Hidalgo

La favorita numero uno per questa competizione elettorale è Anne Hidalgo. Esponente del Partito Socialista, al governo nel paese e in gran parte delle amministrazioni locali, la Hidalgo è stata vicesindaco della città per ben 13 anni (nel corso di entrambi i mandati di Delanoë) dove si è occupata di personale e successivamente di urbanistica cittadina. La Hidalgo è sostenuta anche dal Partito Radicale di Sinistra, al governo con Hollande, e dal Partito Comunista, all’opposizione a livello nazionale. 54 anni, nata in Spagna da genitori trasferitosi a Lione nel 1961, la Hidalgo mette al centro del suo programma la continuità con le precedenti amministrazioni Delanoe e uno sviluppo urbano improntato all’ecologia. Pur avendo sostenuto attivamente nel ruolo di portavoce della sua campagna Martine Aubry e la sua candidatura alle primarie presidenziali della sinistra francese nel 2011, Anne Hidalgo ha dalla sua il sostegno del Presidente della Repubblica François Hollande che registra tassi di gradimento sempre più bassi (e non per motivi personali o di tipo coniugale…) tra la popolazione francese delusa dal suo operato. Un successo della Hidalgo nel breve periodo tra l’altro potrebbe scongiurare un’ipotesi nefasta agli occhi dell’Eliseo: il Front National di Marine Le Pen partito di maggioranza relativa alle elezioni europee di maggio.

Nathalie Kosciusko-Morizet

Anche l’Ump, l’opposizione di centrodestra, si affida a una donna per strappare alla Gauche la Ville Lumiére: si tratta di Nathalie Kosciusko-Morizet. 40 anni, esponente della componente “Ecologia Blu” del suo partito, in un ipotetico ballottaggio con la Hidalgo è data per sconfitta secondo tutti i sondaggi. Nonostante ciò, nelle ultime settimane la sua campagna sembra aver preso forza e viene data in rimonta. Portavoce di Nicolas Sarkozy nel corso delle presidenziali del 2012, NHK (chiamata con questo acronimo sulla falsariga dell’ex presidente del consiglio della IV Repubblica Francese Pierre Mendes-France) ha dato vita a molte gaffe a causa della sua presunta lontananza dalle esigenze della popolazione francese. Al centro del suo programma le periferie della capitale, suo vecchio pallino da quando era consigliera regionale nell’Ile-de-France e segretario di stato ai cambiamenti climatici nei governi Fillon.

Christophe Najdovski

Il Fronte Verde, dopo il sostanziale fallimento della candidatura alla presidenza di Eva Joly nel 2012, propone alla guida della città Christophe Najdovski. Najdovski è in campo dall’8 giugno 2013 ed è sostenuto dal cartello di Europe Écologie Les Vert. L’obiettivo del candidato dei verdi è ottimizzare il suo consenso elettorale in vista del certo ballottaggio della prossima domenica. Dove un accordo d’apparentamento tra la Hidalgo e Najvodski potrebbe portare una cospicua pattuglia verde ai vertici dell’amministrazione parigina, replicando il modello delle presenze “verdi” all’interno del governo Hollande.

Wallerand Saint-Just

Nella competizione parigina, da sempre molto difficile per la destra, il Front National schiera Wallerand Saint-Just, avvocato originario della Piccardia che riscuote successo nelle file del cattolicesimo più tradizionalista e conservatore. Leader della federazione parigina del Front National, è sostenuto da tutta la coalizione “Rassemblement Blue Marine”, progetto politico ideato da Marin Le Pen nel 2012 per creare un polo alternativo a quello del partito di marca liberale e gollista Ump. Tra gli sforzi di Saint-Just c’è quello di coagulare attorno alla sua candidatura tutti i settori conservatori ostili ad alcune iniziative legislative di Hollande (basti pensare ai matrimoni tra coppie dello stesso sesso). Da questo punto di vista la candidatura di Saint-Just, considerato che il peso del Fn alle prossime europee, appare come quella meno legata al contesto cittadino e più desiderosa di porre al centro della campagna elettorale temi prettamente nazionali.

Daniele Simonnet

La creazione di una coalizione a sinistra del Ps non sembra aver funzionato col Parti de Gauche, che candida alla carica di sindaco la consigliera comunale Daniele Simonnet. Il Front de Gauche infatti, che candidò alle presidenziali del 2012 il proprio leader Mélenchon, si deve accontentare di proporsi all’elettorato parigino col simbolo del solo Partito della Sinistra, nucleo centrale e originario del cartello che ottenne quasi il 10 per cento alle ultime consultazioni per il capo dello stato. Privato del supporto dei comunisti, che sostengono la Hidalgo, i sondaggi danno la Simonnet al 6 per cento dei consensi e i maligni sostengono che oltre a dar vita a un tentativo di abboccamento tra la Hidalgo e la Simonnet, in vista della nomina della giunta comunale, non ci sia molto altro dietro questa candidatura.

Charles Beigbeder

Chiude il quadro Charles Beigbeder. Imprenditore da sempre vicino al centrodestra ha disperatamente cercato di ottenere la nomination a candidato sindaco per l’Ump. Sconfitto da NHM, l’ideatore del “sindacalismo patrimoniale” ha deciso di fondare un proprio movimento denominato “Paris libéré” candidandosi alla guida del comune di Parigi e presentando liste in tutti e 20 gli Arrondissement della città.