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La rivincita delle bici
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La rivincita delle bici

Nel 2012 sono state vendute più biciclette che auto in Italia e nell'Unione Europea. Colpa della crisi o rivoluzione ciclabile?

20 Mar. 2014

Se la competizione tra biciclette e automobili si misura in numero di vendite, allora le due ruote hanno avuto il sopravvento sulle quattro ruote. Lo scorso anno, in 26 dei 28 Paesi membri dell’Unione europea, ad eccezione del Belgio e del Lussemburgo, sono state vendute più biciclette che auto.

I dati sono stati forniti dall’industria ciclistica Coliped e dall’associazione dell’industria automobilistica Acea, e mostrano come il fenomeno si sia esteso al di là delle tradizionali capitali per ciclisti del nord Europa, Amsterdam e Copenhagen. Le vendite di automobili sono crollate sin dall’inizio della crisi economica, al contrario le biciclette si sono rivelate praticamente a prova di crisi, se consideriamo che nel 2012 ne sono state vendute 19.7 milioni in tutta Europa secondo Coliped.

L’Italia, che tradizionalmente predilige le automobili, ha registrato 1.6 milioni di biciclette vendute, contro 1.4 milioni di macchine vendute nel 2012, mentre la città di Milano è stato tra le ultime città europee a lanciare un sistema pubblico di bike sharing, basato sul modello di Parigi e Londra.

Secondo Giulietta Pagliaccio, capo della federazione ciclistica italiana Fiab,”la crisi economica ha avuto un impatto su tutti i settori della vita delle persone, anche per quanto riguarda i trasporti”, ma al tempo stesso “c’è stata anche una piccola rivoluzione in termini di stile di vita”.

La stessa tendenza è stata registrata anche in Spagna, dove per quanto secondo l’agenzia sul traffico stradale il numero dei ciclisti sia rimasto costante, l’uso della bicicletta per gli spostamenti di tutti i giorni è cresciuto dal 17 al 30 per cento. A Londra il numero degli spostamenti quotidiani in bicicletta è salito del 66 per cento dal 2001 al 2011. Tuttavia, nel mese di novembre, sei ciclisti sono stati uccisi sulle sue strade nel giro di due settimane, sollevando dubbi su quanto sia sicura la città per i ciclisti.

A Roma, il nuovo sindaco Ignazio Marino ha più volte parlato della necessità di rendere la capitale più adatta alle biciclette e sta valutando diversi progetti come la creazione di parcheggi per 10 mila bici, un nuovo sistema bike-sharing e 20 km di piste ciclabili da aggiungere alla rete esistente. Marino è egli stesso un ciclista appassionato, ma secondo Lizzie Davies, giornalista del Guardian, Roma “con i suoi leggendari sette colli, le strade acciottolate e il traffico notoriamente caotico, non è evidentemente un paradiso per il ciclismo” e “lo schema di bike-sharing lanciato nel 2008 è stato un misero fallimento”. Le tragedie, naturalmente, accadono: l’anno scorso secondo le autorità cittadine, cinque persone sono morte in incidenti che coinvolgevano le biciclette. Nonostante i rischi, però, sempre più romani scelgono di sfidare il traffico sulla loro bicicletta e, come scrive Davies, “gli automobilisti romani, per quanto pieni di altri difetti, sono avvezzi a stare attenti alle persone su due ruote – solo che queste di solito appartengono a una Vespa.”

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