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Cosa succede al movimento 5 stelle
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Cosa succede al movimento 5 stelle

La repressione del dissenso interno e il rifiuto di ogni dialogo di Grillo hanno lasciato insoddisfatti molti sostenitori iniziali

07 Mar. 2014

Un anno fa il Movimento 5 stelle rappresentava un quarto degli italiani. Oggi, anche se i sondaggi gli attribuiscono il 20-22 per cento, facendolo rimanere la terza forza politica del paese, l’autoritarismo dei cofondatori Grillo e Casaleggio e il rifiuto di ogni dialogo con le altre forze politiche sembrano aver spiazzato molti dei suoi sostenitori iniziali. Ieri, il movimento ha espulso i 5 senatori dissenzienti, che avevano già rassegnato le dimissioni al presidente del senato, Pietro Grasso, come gesto politico in aperto contrasto rispetto alla linea adottata da Grillo.

L’agenzia di stampa Reuters ha riportato la notizia, sottolineando che dalle elezioni di febbraio 2013, tra espulsioni e dimissioni il movimento ha perso in totale 13 senatori e 3 deputati. “Il partito”, scrive Reuters, “è diviso tra una maggioranza di lealisti e una minoranza sempre più numerosa di dissidenti, insoddisfatti dei metodi autocratici di Grillo e della strategia politica di opposizione”.

Il Financial Times, cita inoltre che secondo alcune speculazioni dei media ci sarebbero altri parlamentari pronti ad abbandonare il movimento e a fondare un gruppo autonomo in Parlamento. “Degli 8,6 milioni di italiani che hanno votato per il movimento nelle elezioni dello scorso anno”, scrive Guy Dinmore, “solo pochi si preoccupano di prendere parte alle votazioni online. La scorsa settimana, solo 43 mila membri hanno votato quando gli è stato chiesto se espellere i quattro senatori dissidenti, e il 68 per cento di loro era favorevole”.

Intanto il partito democratico ha accolto di buon grado i disordini interni del movimento, e punta adesso a riconquistare i milioni di cittadini scontenti che hanno votato per Grillo. Secondo il commento di Peter Popham su the Independent si tratta di elettori che provengono sia da destra che da sinistra, ma ora stanno scoprendo che l’approccio totalmente negativo di Grillo ai problemi drammatici della nazione è appena più soddisfacente rispetto alle politiche attuate dai suoi avversari. “Qualcosa, si rendono conto, deve essere fatto”, scrive Popham, “non è sufficiente, come fa il sinistro consigliere di Grillo, Roberto Casaleggio, evocare lo spettro nichilista di una terza guerra mondiale, seguita da un nuovo mondo governato da Google. Bisogna avere a che fare con qui e ora”.

Secondo Tim Hedges, autore di un editoriale su the Commentator, le elezioni europee che si terranno a maggio, saranno doppiamente importanti per il movimento. Hedges ritiene che sia giusto che “qualcuno metta in discussione e critichi le banche e il loro rapporto con lo Stato”, ma per fare ciò Grillo deve agire in un modo ragionevole e sobrio. “L’Italia ha bisogno di Beppe Grillo, a sottolineare la venalità della sua classe politica e a mantenere gli altri politici sulle spine. Ma lui dovrebbe calmarsi, portare i suoi sostenitori per le strade e mostrare ai politici come le cose potrebbero andare meglio”.

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